Capienze, dai referendum ai bus: il dl dopo il Parlamento

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ROMA (Public Policy) – Dallo stop alla videosorveglianza con riconoscimento facciale fino ai posti nel sistema di accoglienza per i profughi afghani. Si è arricchito in maniera variegata il dl Capienze durante l’iter parlamentare. Un passaggio che non è stato indolore per la maggioranza visto che in prima lettura, a Palazzo Madama, sono stati approvati (li vedremo a breve) due emendamenti nonostante il parere contrario dell’Esecutivo. Il provvedimento, su cui l’aula di Montecitorio ha votato la fiducia mercoledì, scadeva il 7 dicembre.

Ma vediamo le principali novità intervenute al Senato, unico ramo del Parlamento dove sono state apportate modifiche al dl:

STOP IMPIANTI VIDEOSORVEGLIANZA CON RICONOSCIMENTO FACCIALE

“Sospese” l’installazione e l’utilizzazione di impianti di videosorveglianza con sistemi di riconoscimento facciale che operano attraverso l’uso dei dati biometrici in luoghi pubblici o aperti al pubblico, da parte delle autorità pubbliche o di soggetti privati. La sospensione è stabilita “fino all’entrata in vigore di una disciplina legislativa della materia e comunque non oltre il 31 dicembre 2023”.

Potranno continuare a essere svolti “i trattamenti effettuati dalle autorità competenti a fini di prevenzione e repressione dei reati o di esecuzione di sanzioni penali”, in presenza (salvo che si tratti di trattamenti effettuati dall’autorità giudiziaria nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, nonché di quelle giudiziarie del pubblico ministero) di un parere favorevole del Garante della privacy.

RIDOTTO RAFFORZAMENTO UFFICIO REFERENDUM

Attenuato il rafforzamento dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione. In commissione al Senato, infatti, è stato approvato un emendamento Lega al dl Capienze che rivede al ribasso il contingente di personale aggiuntivo destinato all’Ufficio centrale per il referendum.

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RED