M5s e il dl Sicurezza: ci sarebbe tanto piaciuto cambiare queste cose

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ROMA (Public Policy) – Modifiche al sistema Sprar, garanzie sui centri d’accoglienza, estensione della protezione speciale, permessi per motivi di lavoro. E poi ancora, un ritocco alle norme sui beni sequestrati e confiscati. Sono cinque gli emendamenti presentati  dal Movimento 5 stelle al decreto Sicurezza (il dl a firma Matteo Salvini) in commissione Affari costituzionali a Montecitorio.

Vediamoli nel dettaglio:

CENTRI D’ACCOGLIENZA

I centri di prima accoglienza non possono avere una capienza superiore ai 100 posti e devono essere dotati “di servizi igienici adeguati e in numero sufficiente” rispetto al numero di ospiti. È quanto chiede uno uno degli emendamenti del M5s al dl Sicurezza. La prima firmataria è la deputata Valentina Corneli. I Cas – secondo la proposta di modifica – devono anche offrire servizi di mediazione linguistica e culturale, assistenza “sanitaria e psicologica con particolare riguardo alle categorie vulnerabili” e orientamento, informazione legale e assistenza nelle procedure di richiesta d’asilo. Da ultimo il testo richiede anche che i centri d’accoglienza vengano affidati gradualmente alle regioni.

FAMIGLIE CON MINORI E SPRAR

Un’altra proposta prevede di includere nel sistema di accoglienza diffisa (ex-Sprar) i “nuclei familiari di richiedenti nei quali siano presenti minori, i richiedenti protezione che siano disabili o donne in stato di gravidanza”. L’esigenza è stata segnalata da Save the children nel corso delle audizioni di lunedì in commissione Affari costituzionali: il dl Sicurezza restringe l’accesso al sistema Sprar ai soli rifugiati ai richiedenti asilo che siano minori non accompagnati, ma non alle famiglie con minori. Questi bambini finirebbero dunque nei Cas e nei Cara con i genitori. I firmatari dell’emendamento sono i deputati M5s Valentina Corneli, Francesco Berti e Francesco Forciniti.

PERMESSI DI LAVORO

La possibilità di convertire i permessi per calamità e i permessi speciali in permessi per motivi di lavoro. È la richiesta di un altro emendamento M5s, sempre a firma Corneli, Berti e Fortiniti. Le due tipologie di permesso, nel dl Sicurezza, permettono l’attività lavorativa solo fino alla scadenza della protezione.

ESTENSIONE PROTEZIONE SPECIALE

Un’altra modifica vorrebbe intervenire sul divieto di espulsione, da estendere non solo a chi rischia, nel paese di provenienza, di essere sottoposto a “tortura”, ma in termini più ampi a “pene o trattamenti disumani o degradanti”. Anche questa proposta è stata depositati dai deputati M5s Corneli, Berti e Fortiniti.

BENI CONFISCATI

Estendere il divieto di alienazione a dieci anni – non cinque, come previsto dal dl – dalla data di trascrizione del contratto di vendita del bene confiscato. Lo propone un altro emendamento del M5s, l’unico firmato da una deputa esterna ad Affari costituzionali, Giulia Sarti, presidente della commissione Giustizia. La modifica prevede anche di rimodulare la distribuzione dei proventi derivati dalla vendita dei beni confiscati. Del 40% che andrebbe al ministero dell’Interno, secondo il testo dell’emendamento, metà dev’essere destinata al “contrasto alla criminalità organizzata” e metà alla tutela della sicurezza pubblica. Il dl Sicurezza al momento destina queste entrate eslcusivamente al secondo punto, l’ordine pubblico. Per la parte destinata al ministero della Giustizia – un altro 40% – l’indicazione dell’emendamento è di utilizzarli “con particolare riguardo alla messa in sicurezza, manutenzione, ristrutturazione dei beni confiscati gestiti” dall’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati econfiscati alla criminalità organizzata). (Public Policy) SER