Come arriva alla Camera il decreto Sicurezza: le novità

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di Serena Riformato

ROMA (Public Policy) – Una lista di Paesi ‘sicuri’ per accelerare le procedure di esame delle domande d’asilo, 10 commissioni extra per giudicare le richieste pendenti, la possibilità di prorogare il permesso per calamità. E poi ancora: la sperimentazione del Taser estesa ai vigili urbani di tutti i capoluoghi e un fondo derivato da una parte delle vendite dei beni confiscati.

Il dl Sicurezza supera il primo scoglio del suo iter di conversione, con l’approvazione del Senato. E arriva alla Camera con molte modifiche – nessuna sostanziale – lasciandosi alle spalle una polemica politica, almeno temporaneamente messa a tacere dal voto di fiducia.

LISTA PAESI SICURI

Arriva la lista di Stati sicuri per velocizzare le procedure di accettazione o rigetto delle richieste d’asilo dei migranti. Sarà il ministro degli Esteri, di concerto con i ministri dell’Interno e della Giustizia, a stilare la lista sulla base di alcuni criteri. Uno Stato non appartenente all’Unione europea può essere considerato Paese di origine sicuro se, sulla base del suo ordinamento giuridico, dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico e della situazione politica generale, si può dimostrare che, “in via generale e costante, non sussistono atti di persecuzione, né tortura o altre forme di pena o trattamento inumano o degradante, né pericolo a causa di violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”. La norma specifica che la designazione di un Paese di origine sicuro può essere fatta con l’eccezione di parti del territorio o di categorie di persone.

La valutazione di accertamento che uno Stato non appartenente all’Unione europea è un Paese di origine sicuro si basa sulle informazioni fornite dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo, che si avvale anche delle notizie elaborate dagli Stati membri dell’Unione europea, dall’Easo, dall’Unhcr, dal Consiglio d’Europa e da altre organizzazioni internazionali competenti. La lista servirà, tra l’altro, per una sorta di invertimento di onere della prova: dovrà essere il richiedente proveniente da un Paese sicuro a dover dimostrare che il ritorno in patria rappresenti per lui una situazione di pericolo. In caso contrario, la domanda d’asilo sarebbe rigettata.

DOMANDE INFONDATE

La domanda di protezione del migrante che arriva in Italia da un Paese inserito nella lista dei Paesi sicuri o se rifiuta l’esame delle impronte digitali è da considerare “manifestatamente infondata”: avrà quindi maggiori probabilità di essere rigettata. Oltre alla provenienza da Paesi sicuri, un’altra delle novità del dl Sicurezza, la domanda di protezione è da considerare manifestamente infondata se: il richiedente ha sollevato esclusivamente questioni che non hanno alcuna attinenza con i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale; il richiedente ha rilasciato dichiarazioni palesemente incoerenti e contraddittorie o palesemente false, che contraddicono informazioni verificate sul Paese di origine; il richiedente ha indotto in errore le autorità presentando informazioni o documenti falsi o omettendo informazioni o documenti riguardanti la sua identità o cittadinanza che avrebbero potuto influenzare la decisione negativamente, ovvero ha dolosamente distrutto o fatto sparire un documento di identità o di viaggio che avrebbe permesso di accertarne l’identità o la cittadinanza.

PERMESSO DI SOGGIORNO PER CALAMITÀ

Il permesso di soggiorno per calamità, introdotto dal dl, sarà rinnovabile per ulteriori sei mesi, in caso di persistenza della eccezionale calamità, oltre ai sei originariamente previsti. Il dl ha abolito la protezione umanitaria, sostituendola con la cosiddetta “protezione speciale” per cure mediche, per calamità, per atti di particolare valore civile. Rimangono i permessi, già previsti prima del provvedimento, per vittime di violenza o grave sfruttamento, di violenza domestica, di particolare sfruttamento lavorativo.

SPERIMENTAZIONE TASER

Si allarga ancora la sperimentazione del Taser che potrà riguardare i vigili urbani di tutti i Comuni capoluogo di provincia. Il provvedimento aveva già allargato la spertimentazione dell’arma a impulsi elettrici introdotta dal decreto Minniti alle polizie municipali dei Comuni oltre i 100mila abitanti. Con la modifica la possibilità si amplia ai Comuni capoluogo senza specifica del numero di abitanti, quindi anche sotto i 100mila. Inoltre, il ministero dell’Interno potrà ulteriormente ampliare la platea tenendo in considerazione una serie di parametri, tra i quali: caratteristiche socioeconomiche, classe demografica, afflusso turistico e indici di delittuosità.

RICORSI

Nei casi in cui il migrante viene condannato, anche solo in primo grado, per reati gravi quali terrorismo, strage, mafia, omicidio, rapina aggravata, sfruttamento sessuale dei minori e violenza sessuale, il ricorso contro la decisione di revoca o la mancata concessione della protezione internazionale o della protezione speciale non sospenderà “l’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato”, ovvero il soggetto potrà comunque essere comunque trattenuto nei Centri di permanenza per il rimpatrio ed eventualmente allontanato dal territorio italiano.

MINIMARKET

I sindaci potranno disporre con un’ordinanza “limitazioni degli orari di vendita degli esercizi del settore alimentare o misto e delle attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori automatici”. Lo stabilisce una modifica inserita nel maxi-emendamento. Il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali prevede già che i sindaci possano limitare gli orari degli esercizi che somministrano alcolici e superalcolici per “esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti”. Con l’integrazione, il divieto potrà essere esteso anche ai minimarket che rimanevano aperti in orari notturni.

Inoltre, mentre finora gli enti locali potevano intervenire sulle “aree delle città interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone” o “in relazione allo svolgimento di specifici eventi”, con l’entrata in vigore della legge di conversione del dl Sicurezza, le ordinanze potranno riguardare anche le “aree comunque interessate da fenomeni di aggregazione notturna”.

I provvedimenti dei sindaci, però, dovranno avere natura “non contingibile e urgente” e potranno limitare gli orari di vendita “per un periodo non superiore a trenta giorni”.

In una diretta Facebook dell’11 ottobre, il ministro dell’Interno aveva annunciato che il decreto avrebbe contenuto una norma per “la chiusura entro le 21 di quei negozietti etnici che la sera diventano ritrovo di casinisti e ubriaconi”.

Gli esercenti che non rispettano le ordinanze emanate dal sindaco possono essere puniti con una “sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 500 euro a 5mila euro”. Qualora la stessa violazione venga commessa per due volte in un anno, il questore può applicare misure di sospensione dell’attività per un massimo di quindici giorni.

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@serenarifor