Come sta cambiando la proposta per un Foia ‘sanitario’

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ROMA (Public Policy) – Sale da 10 a 50 euro il limite del valore unitario minimo, e da 100 a 500 quello annuale, per cui sono da rendere pubbiche le convenzioni o le erogazioni in beni e denaro da parte delle imprese ai soggetti che operano nel settore della salute. Fino a toccare i 2500 euro, e non più 1000, nel caso di un’organizzazione sanitaria, come asl, ospedali, dipartimenti universitari o ordini e collegi professionali.

È questa una tra le modifiche principali votata in commissione Affari sociali alla Camera alla proposta di legge, a prima firma di Massimo Enrico Baroni (M5s), in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti del settore della salute e le organizzazioni sanitarie.

La scorsa settimana sono riprese, in commissione XII a Montecitorio, le votazioni sugli emendamenti alla pdl (il relatore è Nicola Provenza, M5s). Finora si è arrivati all’articolo 5.

Facciamo il punto sulle modifiche che sono state apportate fino a oggi:

ACCORDI VANTAGGIOSI

La pdl, come detto, sta subendo nel corso dell’iter parlamentare alcune modifiche sostanziali. Una di quelle più importanti prevede che dovranno essere soggette a pubblicità nel registro telematico del ministero della Salute “gli accordi che producono vantaggi diretti o indiretti” e non più le “relazioni di interesse dirette o indirette” tra imprese (compresi gli intermediari) che producono farmaci o dispositivi sanitari e i soggetti che operano nel settore della salute o le organizzazioni sanitarie, pubbliche o private.

Ed è stato previsto, con l’approvazione di emendamenti bipartisan, che se un accordo è “a titolo gratuito od onorifico” non dovrà più essere sottoposto, come la versione originaria della proposta Baroni prevedeva, alle norme del Foia sanitario.

Approvati ancora gli emendamenti, presentati anch’essi da maggioranza e opposizioni, che chiedevano che le comunicazioni delle erogazioni effettuate e degli accordi instaurati fossero effettuate in ciascun semestre (e non trimestre) dell’anno, entro la conclusione dei 6 mesi seguenti.

REGISTRO TELEMATICO

Modificata anche la normativa sul registro telematico, quello in cui devono essere pubblicati erogazioni, accordi e partecipazioni azionarie e obbligazionarie dei soggetti che operano nel settore della salute e delle organizzazioni sanitarie. Nel particolare, con l’ok arrivato ad un emendamento di FI, si è specificato che dati pubblicati per la trasparenza nel settore sanitario “possono essere riutilizzati solo alle condizioni previste dalla normativa sul riutilizzo dei dati pubblici” e se si tratta di informazioni riferite a persone fisiche, quel riutilizzo “deve avvenire in termini compatibili con gli scopi originari” per cui le informazioni sono state raccolte dal ministero della Salute.

Con un’altra modifica approvata all’articolo 5, poi, si prevede che con l’accettazione dell’erogazione o dei vantaggi derivanti da accordi o con l’acquisizione di azioni e obbligazioni “s’intende prestato il consenso alla pubblicità e al trattamento dei dati”. Le imprese produttrici dovranno comunque informare i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie, specificando che le comunicazioni saranno pubblicate sul sito del ministero.

Infine, come prevedibile, cambia il capitolo oneri finanziari. Il registro per la trasparenza sanitaria costerà. Si passa, infatti, dalla clausola di invarianza di spesa ad una quantificazioni di oneri per attuare le norme sulla trasparenza sanitaria. Previsti costi per 300mila euro per il 2019 e 50mila euro annui a decorrere dal 2020. (Public Policy) IAC