Questa commissione a chi la do? La maggioranza ha un problemino

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ROMA (Public Policy) – Un risultato positivo – ovvero il via libera delle Camere allo scostamento di bilancio da 25 miliardi, con l’astensione del centrodestra – ma sul rinnovo delle commissioni parlamentari è il caos. Potrebbe sintetizzarsi così la giornata di mercoledì per maggioranza e Governo. Sul primo punto, si è anche registrato anche un margine decisamente confortante in Senato (170 voti favorevoli, 4 contrari e 133 astenuti), nonostante le arcinote preoccupazioni sui numeri risicati. Viceversa, il rinnovo delle commissioni ha riservato non poche tensioni, a cominciare proprio da Palazzo Madama, dove vengono sorprendentemente confermati i presidenti delle commissioni Agricoltura e Giustizia, Gianpaolo Vallardi e Andrea Ostellari, entrambi leghisti. I candidati della maggioranza – Pietro Grasso (Leu) per la 2a, e Pietro Lorefice (M5s) per la 9a – sono stati vittima del voto segreto, e Matteo Salvini esulta: “Vengono premiati il buon lavoro e la competenza della Lega. La maggioranza è in frantumi, saltato l’inciucio 5Stelle-Pd”.

La vicenda ha avuto strascichi anche in Consiglio dei ministri, che ieri ha formalizzato la proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, irritato in particolare per la bocciatura di Grasso, ha lasciato Palazzo Chigi subito dopo aver votato la proroga. A parte i due scivoloni in Senato, gli accordi invece hanno retto per le altre commissioni, sia a Palazzo Madama che a Montecitorio. Tuttavia, i parlamentari 5 stelle vengono descritti come inquieti e decisamente insoddisfatti per come è stata gestita, dai vertici del Movimento, la trattativa sui rinnovi. “La stragrande maggioranza delle gruppo è contraria, ma come si fa a essere favorevoli? Passiamo da 17 presidenze a 14”, affermano alcuni deputati.

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PAM