Consorzi e riciclo: la relazione della commissione d’inchiesta sui rifiuti

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ROMA (Public Policy) – Modelli organizzativi e di gestione economico-finanziaria troppo eterogenei; e insufficienza dei controlli. Sono i due punti critici emersi dalla indagine della commissione d’inchiesta sui rifiuti sui consorzi di filiera e il mercato del riciclo, approvata martedì.

La relazione – elaborata dai relatori Chiara Braga (Pd), Alberto Zolezzi (M5s), Miriam Cominelli (Pd) – si basa soprattutto sulle audizioni condotte a partire dal mese di gennaio 2017, che hanno visto la partecipazione dei maggiori stakeholders presenti nelle varie filiere di gestione ed in particolare dei consorzi .

Le conclusioni evidenziano come l’attività posta in essere dai consorzi di filiera non sia un servizio pubblico in senso stretto, bensì un’attività di pubblico interesse. “Ne deriva – si legge – l’apertura a un sistema tendenzialmente concorrenziale, rispetto al quale sono da tenere sotto osservazione prassi e comportamenti ostativi”.

Riferendosi ai diversi modelli organizzativi per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla responsabilità estesa (o condivisa) del produttore, le conclusioni evidenziano “l’eterogeneità dei modelli”, che “di per sé non costituisce un limite del sistema poiché il modello organizzativo necessita di conformarsi al mercato di riferimento, e i mercati dei rifiuti e dei materiali in cui si inserisce l’attività di tali soggetti non sono certamente omogenei”.

“Tuttavia – si legge – pur ammettendo che non si ravvisi la necessità di individuare un unico modello cui uniformare le diverse figure, il grado di diversità riscontrato appare eccessivo. In particolare, a fronte di un medesimo principio di base, che impone di creare un meccanismo che copra i costi di raccolta e recupero dei rifiuti su tutto il territorio nazionale, le configurazioni organizzative presentano modelli in cui diverso è il peso dei produttori del prodotto, in taluni schemi unici soggetti legittimati a consorziarsi, in altri nei quali la partecipazione al consorzio si configura come ‘eventuale’; modelli in cui si è in presenza di un unico consorzio obbligatorio e sistemi in cui i consorzi sono in concorrenza tra di loro; tra questi ultimi taluni hanno meccanismi di coordinamento, altri no“.

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NAF