Conte bis, giuramento e primo Cdm. Lunedì e martedì la fiducia

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ROMA (Public Policy) – Giuseppe Conte presidente del Consiglio, dieci ministri M5s, 9 del Pd, uno di Leu e un tecnico: è la composizione del Governo Conte bis che ha giurato questa mattina al Quirinale. Il premier incaricato ieri è salito al Colle per sciogliere la riserva solo nel primissimo pomeriggio – nonostante l’ampio via libera incassato anche su Rousseau il giorno prima – per via degli ultimi vertici su squadra e programma, ma pare anche a causa di un preciso “nodo” politico: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Non è un mistero che Conte volesse una figura di sua stretta fiducia (il favorito sembrava Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi), ma secondo indiscrezioni Luigi Di Maio si sarebbe impuntato per far mettere in quella casella strategica un suo fedelissimo. Alla fine l’ha spuntata il leader M5s, piazzando Riccardo Fraccaro, ministro uscente per i Rapporti con il Parlamento.

Dopo il giuramento, il Governo si è trasferito a Palazzo Chigi per il primo Consiglio dei ministri, subito dopo un’insolita cerimonia della campanella. In quella sede, oltre a nominare il segretario del Cdm (Fraccaro), il nuovo Governo ha indicato ufficialmente a Bruxelles che sarà Paolo Gentiloni, ex premier e presidente Pd, il commissario europeo scelto dall’Italia. La settimana prossima, lunedì e martedì, l’Esecutivo chiederà la fiducia del Parlamento: prima a Montecitorio e poi a Palazzo Madama. Al Senato si prevede una maggioranza risicata, mentre alla Camera i margini dovrebbero essere decisamente più larghi. Del governo precedente, a parte Conte, soltanto Alfonso Bonafede (Giustizia) e Sergio Costa (Ambiente) hanno conservato i loro incarichi, mentre Di Maio (che è andato agli Esteri) e Fraccaro hanno cambiato incarico, e Lorenzo Fioramonti (M5s) è stato promosso da viceministro a ministro dell’Istruzione.

All’attacco Matteo Salvini, che preannuncia un’opposizione durissima, e su Facebook si è rivolto direttamente al capo dello Stato: “Presidente, lei parlava di un Governo di lunga durata, di solidi principi e con un programma comune. Non le viene da ridere? Da sorridere? Non era meglio chiamare a votare 60 milioni di italiani anziché 60mila persone su Rousseau?” ha domandato il leader leghista. Salvini ne ha per tutti, a cominciare dagli ex alleati: Di Maio “che passa in 15 giorni dal Mise alla Farnesina”, Bonafede “uno che dopo un anno ha partorito una riformina, ma è amico di Conte. E se sei amico di Conte, la competenza arriva dopo”, e Fioramonti “che vuole imporre una tassa sulle merendine”. Critiche, ovviamente, anche per i ministri Pd, a cominciare dal nuovo titolare del Mef, Roberto Gualtieri (“Dice che ci sono cose più importanti delle elezioni, che anche Hitler le ha vinte. Roba da matti”) fino a Dario Franceschini, tornato alla guida del Mibact (“Sopravvissuto a tutto e tutti. Uno di quelli nel Pd che governerà anche con la Befana”). Salvini non “salva” neanche Roberto Speranza, ministro della Sanità in quota Leu: “Competenza in sanità zero, esperienza zero, però andava a bordo delle navi delle Ong…”. Nessuna critica diretta – almeno per il momento – a Luciana Lamorgese, l’ex prefetto di Milano che lo sostituirà al Viminale: “Hanno messo un tecnico, non hanno voluto metterci la faccia. Io sono a disposizione del nuovo ministro per dare qualche consiglio, ma se dovessi vedere che i porti si riaprono daremo battaglia in Parlamento e nelle piazze”. Sulle barricate anche Fratelli d’Italia, che lunedì, giorno della fiducia alla Camera, terrà una manifestazione di protesta proprio fuori Montecitorio.

Di seguito la composizione, completa, del nuovo Governo:

presidente del Consiglio: Giuseppe Conte (indipendente); ministro degli Esteri: Luigi Di Maio (M5s); ministro dell’Economia: Roberto Gualtieri (Pd); ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede (M5s); ministro dell’Interno: Luciana Lamorgese (tecnico); ministro dello Sviluppo economico: Stefano Patuanelli (M5s); ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: Paola De Micheli (Pd); ministro degli Affari europei: Enzo Amendola (Pd); ministro della Salute: Roberto Speranza (Leu); ministro della Difesa: Lorenzo Guerini (Pd); ministro dell’Ambiente: Sergio Costa (area M5s); ministro degli Affari regionali: Francesco Boccia (Pd); ministro dell’Istruzione: Lorenzo Fioramonti (M5s); ministro del Lavoro: Nunzia Catalfo (M5s); ministro dei Beni culturali e del Turismo: Dario Franceschini (Pd); ministro per le Pari opportunità: Elena Bonetti (Pd); ministro per il Sud: Giuseppe Provenzano (Pd); ministro per l’Innovazione: Paola Pisano (M5s); ministro dei Rapporti con il Parlamento: Federico D’Incà (M5s); ministro della Pubblica amministrazione: Fabiana Dadone (M5s); ministro dello Sport e delle Politiche giovanili: Vincenzo Spadafora (M5s); ministro delle Politiche agricole: Teresa Bellanova (Pd); sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Riccardo Fraccaro (M5s). (Public Policy) PAM