Coronavirus, l’intervento dell’Eurogruppo: liquidità e prestiti

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – “Ai ministri delle Finanze vengono spesso poste delle scelte molto difficili, ma raramente si tratta di questioni di vita o di morte”.

Così il presidente dell’Eurogruppo, Mário Centeno (nella foto), dopo la conclusione della riunione di lunedì sera tra i ministri economici dell’area euro e degli altri Paesi Ue. All’incontro – dove sono state decise le contromisure economiche da adottare nell’immediato per tamponare la crisi di liquidità e alleviare la prevedibile recessione dovuta alla pandemia di coronavirus – avrebbe dovuto seguire il Consiglio Ue Ecofin nella giornata di martedì, poi annullato per lasciare spazio alla riunione dei leader Ue nel secondo Consiglio europeo in videoconferenza in meno di una settimana.

Dai ministri delle Finanze è arrivato l’ok a misure fiscali per circa l’1% del Pil Ue a sostegno dell’economia. “Finora ci siamo impegnati a fornire strutture di liquidità pari almeno al 10% del Pil – aggiungono i ministri – costituite da sistemi di garanzia pubblica e pagamenti fiscali differiti. Queste cifre, in futuro, potrebbero essere molto più sostanziali”. Abbandonando la prudenza che contraddistingue le dichiarazioni dei vertici della politica economica Ue, Centeno ha assicurato: “Faremo tutto il necessario per ripristinare la fiducia e sostenere una rapida ripresa”.

A tutti i Governi Ue arriva il via libera ad ogni “spesa fiscale immediata mirata al contenimento e al trattamento della malattia”. “Saranno fornite risorse adeguate ai nostri settori sanitari e sistemi di protezione civile”, assicurano i ministri Ue. Viene garantito, inoltre, “sostegno alla liquidità per le imprese che si trovano ad affrontare gravi interruzioni e carenze di liquidità, in particolare le Pmi e le imprese in settori e aree gravemente colpiti, compresi i trasporti e il turismo”.

Tra le possibilità dei Governi ci sono anche “misure fiscali, garanzie pubbliche per aiutare le imprese ad accedere ai prestiti, garanzie per le esportazioni e rinuncia a penalità di ritardo per i contratti di appalti pubblici. “Sostegno ai lavoratori interessati”, viene garantito “per evitare perdite di occupazione e di reddito”. Ok, dunque, alle misure di sostegno ai contratti a tempo determinato, all’estensione delle indennità di malattia e di disoccupazione e alla dilatazione dei termini per i pagamenti fiscali.

L’Eurogruppo loda anche le decisioni prese in sede Ue per integrare le politiche nazionali. Tra queste, si ricorda “la proposta della Commissione relativa a una Corona Response Investment Initiative da 37 miliardi di euro diretta a sistemi sanitari, Pmi, mercato del lavoro e altre parti vulnerabili delle nostre economie”.

Ma anche “l’iniziativa della Commissione e della Banca europea per gli investimenti di mobilitare fino a 8 miliardi di euro di prestiti di capitale circolante per 100mila imprese europee, sostenuti dal bilancio dell’Ue”. Viene accolto, per ultimo, anche “il pacchetto di misure di politica monetaria adottate dalla Banca centrale europea la scorsa settimana” volto a “sostenere la liquidità e le condizioni di finanziamento per famiglie, imprese e banche”.

“Oltre alla risposta immediata e mirata – si legge tra le conclusioni dell’Eurogruppo – stiamo lavorando su tutte le misure necessarie per aiutare l’economia a riprendersi” una volta che terminerà l’emergenza coronavirus. Si ammette che “lo shock economico del coronavirus, con una contrazione economica attesa quest’anno, insieme al costo delle misure concordate, avrà un sostanziale impatto di bilancio”.

Il patto di stabilità e crescita, garantiscono i vertici dell’economia Ue, “ha la flessibilità necessaria per far fronte a questa situazione e faremo pieno uso di tale flessibilità in tutti gli Stati membri”. Per tale motivo, non viene ancora prevista la sospensione di tutti i vincoli di bilancio previsti dal patto. “Gli stabilizzatori automatici – prosegue il documento – svolgeranno pienamente il loro ruolo”. Ciò significa che “le carenze di entrate previste e gli aumenti delle indennità di disoccupazione derivanti dal calo dell’attività economica non influiranno sul rispetto delle norme, degli obiettivi e dei requisiti fiscali applicabili”.

“Inoltre – proseguono i 27 ministri assieme ai vertici Ue per la politica economica – abbiamo concordato che gli effetti di bilancio delle misure fiscali temporanee adottate in risposta a Covid-19 saranno esclusi nella valutazione sulla conformità alle norme, agli obiettivi e ai requisiti fiscali dell’Ue”. In altre parole, l’impatto sul bilancio nazionale di “misure temporanee e mirate”, come quelle “urgentemente necessarie per contenere e trattare la pandemia, garantire sostegno di liquidità a imprese e settori e proteggere posti di lavoro e redditi dei lavoratori interessati” verrà escluso dalle valutazioni sulla compatibilità con le regole Ue.

“La flessibilità per soddisfare eventi eccezionali e fuori dal controllo dei Governi è applicabile alla situazione attuale”, si sottolinea. “Accogliamo con favore la disponibilità della Commissione ad attivare la general escape clause, consentendo ulteriori stimoli discrezionali e preservando, al contempo, la sostenibilità nel medio periodo”.

“È necessario adottare misure urgenti e sfruttare appieno la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per attutire l’effetto della crisi per le società e i settori interessati, garantendo nel contempo un quadro coerente e condizioni di parità nel mercato unico”, precisano le conclusioni dell’Eurogruppo di ieri. “Il sistema bancario – prosegue il documento – ha un ruolo chiave nel prevenire che questa emergenza sanitaria si trasformi in una crisi sociale ed economica per le imprese e le famiglie”. “Abbiamo pertanto accolto con favore – si legge – la dichiarazione dell’Autorità bancaria europea secondo cui le autorità competenti dovrebbero sfruttare appieno, se del caso, la flessibilità integrata nella normativa esistente a sostegno del settore bancario alla luce delle attuali circostanze eccezionali”.

In particolare, proseguono i ministri “abbiamo anche accolto con favore le decisioni prese dalla vigilanza bancaria della Bce, che forniscono capitale temporaneo e aiuti operativi alle banche dell’area euro, al fine di garantire che le banche vigilate possano continuare a svolgere il loro ruolo nel finanziamento dell’economia reale”. “Tale flessibilità – conclude il documento – è necessaria per evitare, per quanto possibile, conseguenze procicliche e indesiderate per il settore finanziario”. (Policy Europe / Public Policy)

TML