Coronavirus, il piano Ue: flessibilità fiscale e sugli aiuti di Stato

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – “Covid-19 è una grave emergenza sanitaria pubblica per i nostri cittadini, le società e le economie con infezioni in tutti gli Stati membri. È anche un grave shock economico per l’Ue. La Commissione presenta quindi una risposta immediata per mitigare l’impatto socioeconomico dell’epidemia di Coronavirus, incentrata su una risposta coordinata a livello europeo”. Lo scrive l’Esecutivo Ue pubblicando la strategia economica per affrontare l’impatto economico del Coronavirus.

Per Bruxelles “l’impatto dell’epidemia di Covid-19 in Italia è di natura e portata tali da consentire il ricorso all’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del Tfue. Ciò consente alla Commissione di approvare ulteriori misure nazionali di sostegno per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”.

“La Commissione – si legge – utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione per attenuare le conseguenze della pandemia, in particolare: per assicurare le forniture necessarie ai nostri sistemi sanitari preservando l’integrità del mercato unico e della produzione e distribuzione delle catene del valore; per sostenere le persone in modo che il reddito e i posti di lavoro non siano colpiti in modo sproporzionato ed evitare l’effetto permanente di questa crisi; per sostenere le imprese e garantire che la liquidità del nostro settore finanziario possa continuare a sostenere l’economia; e per consentire agli Stati membri di agire in modo coordinato e modo decisivo, utilizzando la piena flessibilità dei nostri quadri di riferimento per gli aiuti di Stato e per il Patto di stabilità e crescita“.

FLESSIBILITÀ DELLA DISCIPLINA DEGLI AIUTI DI STATO

“La principale risposta fiscale al Coronavirus verrà dai bilanci nazionali degli Stati membri. Le norme Ue in materia di aiuti di Stato consentono agli Stati membri di intervenire in modo rapido ed efficace per sostenere i cittadini e le imprese, in particolare le Pmi, che si trovano in difficoltà economiche a causa dell’epidemia di Covid-19. Gli Stati membri – spiega Bruxelles – possono elaborare ampie misure di sostegno in linea con le norme Ue esistenti. In primo luogo, possono decidere di adottare misure, come sussidi salariali, sospensione dei pagamenti delle imposte sulle imprese e sul valore aggiunto o dei contributi sociali. Inoltre, gli Stati membri possono concedere un sostegno finanziario direttamente ai consumatori, ad esempio per servizi annullati o biglietti non rimborsati dagli operatori interessati”.

Inoltre, “le norme Ue in materia di aiuti di Stato consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e alla necessità di aiuti urgenti per il salvataggio. L’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del Tfue consente agli Stati membri di risarcire le imprese per i danni direttamente causati da eventi eccezionali, comprese le misure in settori come l’aviazione e il turismo”.

“Attualmente – sottolinea la Commissione – l’impatto dell’epidemia di Covid-19 in Italia è di natura e portata tali da consentire il ricorso all’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del Tfue. Ciò consente alla Commissione di approvare ulteriori misure nazionali di sostegno per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro. La valutazione della Commissione per l’applicazione dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), per gli altri Stati membri adotterà un approccio analogo. La Commissione sta preparando un quadro giuridico speciale ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del Tfue da adottare in caso di necessità. La Commissione – si legge ancora – è pronta a collaborare con tutti gli Stati membri per garantire che le eventuali misure nazionali di sostegno per affrontare l’epidemia del virus Covid-19 possano essere attuate in modo tempestivo”.

FLESSIBILITÀ DEL QUADRO FISCALE EUROPEO

“La Commissione proporrà al Consiglio di applicare la piena flessibilità prevista dal quadro fiscale dell’Ue in modo da poter attuare le misure necessarie per contenere l’epidemia di coronavirus e mitigarne gli effetti socioeconomici negativi. In primo luogo, la Commissione ritiene che la pandemia Covid-19 si qualifichi come un ‘evento insolito al di fuori del controllo del Governo’. Ciò consente di accogliere spese eccezionali per contenere l’epidemia, come la spesa sanitaria e le misure di soccorso mirate per le imprese e i lavoratori”.

In secondo luogo, “la Commissione raccomanderà di adeguare gli sforzi fiscali richiesti agli Stati membri in caso di crescita negativa o di forti cali di attività. Infine, la Commissione è pronta a proporre al Consiglio di attivare la clausola di salvaguardia generale per accogliere un più generale sostegno alla politica fiscale. Questa clausola, in collaborazione con il Consiglio, sospenderebbe l’aggiustamento fiscale raccomandato dal Consiglio in caso di grave recessione economica nell’area dell’euro o nell’Ue nel suo complesso”.

GARANTIRE LA SOLIDARIETÀ NEL MERCATO UNICO

“Solo con la solidarietà e una soluzione coordinata a livello europeo saremo in grado di gestire efficacemente questa emergenza sanitaria pubblica. La solidarietà – afferma la Commissione – è fondamentale in questa crisi, in particolare per garantire che i beni essenziali, necessari per mitigare i rischi sanitari dell’epidemia, possano raggiungere tutti coloro che ne hanno bisogno. È essenziale agire insieme per garantire la produzione, lo stoccaggio, la disponibilità e l’uso razionale dei dispositivi medici di protezione e dei medicinali nell’Ue, in modo aperto e trasparente, piuttosto che adottare misure unilaterali che limitano la libera circolazione dei beni sanitari essenziali”. La Commissione sta pertanto adottando “tutte le misure necessarie a tal fine, tra l’altro fornendo orientamenti agli Stati membri su come mettere in atto adeguati meccanismi di controllo per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, e avviando una procedura accelerata di appalto congiunto per questi beni e formulando una raccomandazione sui dispositivi di protezione non a marchio CE”.

“L’epidemia di Covid-19 sta avendo un forte impatto sui nostri sistemi di trasporto, data la stretta interconnessione delle catene di fornitura europee, supportata da una vasta rete di servizi di trasporto merci via terra, via mare e via aerea. La Commissione – si legge ancora – sta lavorando con gli Stati membri per garantire il flusso di merci essenziali attraverso le frontiere terrestri. L’industria aeronautica internazionale ed europea è stata particolarmente colpita”.

“Come annunciato dal presidente von der Leyen il 10 marzo, per contribuire ad alleviare l’impatto economico ed ecologico dell’epidemia, la Commissione propone oggi una legislazione mirata per alleviare temporaneamente le compagnie aeree dalla regola ‘use-it-or-lose-it’, secondo la quale i vettori aerei devono utilizzare almeno l’80% delle loro bande orarie negli aeroporti entro un determinato periodo di tempo per mantenerle nel corrispondente periodo del prossimo anno”. Infine, “la Commissione si sta coordinando con gli Stati membri, le autorità internazionali e le principali associazioni professionali dell’Ue per monitorare l’impatto della crisi sul settore del turismo e coordinare le misure di sostegno”.

MOBILITARE IL BILANCIO DELL’UE

“Per dare un sollievo immediato alle Pmi più colpite, il bilancio dell’Ue utilizzerà i suoi strumenti esistenti per sostenere queste imprese con la liquidità, integrando le misure adottate a livello nazionale. Nelle prossime settimane, 1 miliardo di euro sarà reindirizzato dal bilancio dell’Ue come garanzia al Fondo europeo per gli investimenti per incentivare le banche a fornire liquidità alle Pmi e alle midcaps. Questo aiuterà almeno 100.000 Pmi europee e piccole e medie imprese con circa 8 miliardi di euro di finanziamenti. Forniremo anche vacanze di credito ai debitori esistenti che sono colpiti negativamente”.

ALLEVIARE L’IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE

“Dobbiamo proteggere i lavoratori dalla disoccupazione e dalla perdita di reddito per evitare effetti permanenti” annuncia Bruxelles. “La Commissione è pronta a sostenere gli Stati membri in questo senso, promuovendo, in particolare i programmi di lavoro a orario ridotto, programmi di upskilling e riqualificazione che si sono dimostrati efficaci in passato”.

“La Commissione accelererà inoltre la preparazione della proposta legislativa per un programma europeo di riassicurazione della disoccupazione che mira a sostenere le politiche degli Stati membri che preservano posti di lavoro e competenze. Inoltre, l’iniziativa di investimento Coronavirus Response Investment Initiative faciliterà lo spiegamento del Fondo sociale europeo, un fondo orientato al sostegno dei lavoratori e dell’assistenza sanitaria. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione – viene spiegato – potrebbe anche essere mobilitato per sostenere i lavoratori licenziati e i lavoratori autonomi alle condizioni del regolamento attuale e futuro. Nel 2020 sono disponibili fino a 179 milioni di euro”.

INIZIATIVA DI INVESTIMENTO

“Nell’ambito di questa nuova iniziativa – prosegue il testo – la Commissione propone di destinare 37 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione alla lotta contro la crisi del Coronavirus. A tal fine, la Commissione propone di rinunciare quest’anno all’obbligo di chiedere agli Stati membri di rimborsare i prefinanziamenti non spesi per i fondi strutturali. Si tratta di circa 8 miliardi di euro del bilancio dell’Ue, che gli Stati membri potranno utilizzare per integrare 29 miliardi di euro di fondi strutturali in tutta l’Ue. Ciò aumenterà effettivamente l’importo degli investimenti nel 2020 e contribuirà a caricare in anticipo l’uso dei 40 miliardi di euro non ancora assegnati di fondi della politica di coesione nell’ambito dei programmi della politica di coesione 2014-2020. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad approvare rapidamente questa proposta, in modo che possa essere adottata entro le prossime due settimane”.

Inoltre, “la Commissione propone di estendere il campo di applicazione del Fondo di solidarietà dell’Ue includendo anche una crisi sanitaria pubblica, in vista di una sua eventuale mobilitazione per gli Stati membri più duramente colpiti. Nel 2020 sono disponibili fino a 800 milioni di euro. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha a disposizione fino a 175 milioni di euro per mobilitare il sostegno ai lavoratori licenziati e ai lavoratori autonomi”. (Policy Europe / Public Policy) PAM