Cosa ha detto su acqua (e referendum) il ministro Costa

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ROMA (Public Policy) – Occorre favorire la “promozione del governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua. Non stiamo criminalizzando nessuno ma i privati coinvolti nella fornitura, gestione e distribuzione dell’acqua dovrebbero essere adeguatamente monitorati dalle autorità competenti e il pubblico dovrebbe avere accesso a tutte le informazioni e i dati ambientali”. A dirlo è stato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in audizione nella 13a commissione del Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero.

Sempre per quanto riguarda la risorsa acqua, per Costa serve “incentivare l’uso di sistemi per ridurre sprechi e dispersioni attraverso l’introduzione di nuove tecnologie già in uso in alcune parti del Paese e sensibilizzando l’opinione pubblica sulle problematiche relative all’inquinamento e alla dispersione delle acque“. Inoltre, occorre “diminuire le categorie di persone prive di accesso all’acqua, specificando che l’erogazione di un quantitativo minimo vitale non può essere sospesa”.

E ancora, tra i punti d’azione elencati dal ministro: investimenti sul servizio idrico integrato di natura pubblica, applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino.

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NAF