Cosa prevede l’accordo con Cuba approvato dal Parlamento

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ROMA (Public Policy) – Rafforzare la collaborazione ed il reciproco scambio di informazioni per prevenire e combattere la criminalità e il terrorismo, creando anche uno strumento giuridico per regolamentarne le modalità di attuazione operativa.

È quanto prevede, in sintesi, un disegno di legge approvato la scorsa settimana alla Camera per la ratifica ed l’esecuzione di una trattato con Cuba, fatto nel 2014, in materia di cooperazione di polizia. Con l’approvazione definitiva a Montecitorio, dopo il via libera dal Senato prima della pausa estiva, l’iter parlamentare è completato e manca solamente la pubblicazione in Gazzetta ufficiale per l’entrata in vigore delle nuove norme internazionali.

Vediamo, dunque, il contenuto degli accordi italo-cubani.

COMBATTERE CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Come detto, l’accordo punta all’intensificazione della cooperazione bilaterale attraverso lo scambio di informazioni e di pratiche e la formazione e l’addestramento del personale. Entrambi i dicasteri dell’interno, dipartimento della Pubblica sicurezza per la parte italiana e direzione generale della Polizia nazionale rivoluzionaria per la parte cubana, sono le autorità responsabili della sua attuazione.

Nello specifico i  settori di cooperazione fra i due Paesi includono, fra gli altri, “la criminalità organizzata transnazionale, il traffico di sostanze stupefacenti, la tratta di esseri umani, il traffico di migranti e quello di armi “ma anche “i reati economici”.

L’intesa bilaterale definisce poi le modalità della cooperazione, prevedendo scambio di informazioni e di prassi operative, misure per l’attuazione di operazioni congiunte, identificazione e riammissione di cittadini di uno dei due Paesi presenti in posizione di irregolarità nel territorio dell’altro Stato, scambio di esperti, cooperazione fra istituti e centri di istruzione nelle materie di pertinenza, formazione e addestramento delle forze di polizia.

Dispclinate, poi, le modalità per le richieste di assistenza e per la loro esecuzione e i casi per opporre un rifiuto, “ascrivibili a situazioni pregiudizievoli per i diritti umani, la sovranità, la sicurezza e l’ordine pubblico di una delle due parti”.

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IAC