Manovra, viaggio tra gli emendamenti: chi chiede cosa

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ROMA (Public Policy) – Un valanga ampiamente annunciata. Sono ben 4.550 gli emendamenti alla manovra depositati nella commissione Bilancio del Senato, e più della metà arrivano dall’opposizione di centrodestra: 905 dalla Lega, 1.105 da Forza Italia e 523 da Fratelli d’Italia. Numerose – circa 1.800 – anche le proposte della maggioranza: 921 dal Pd, 435 dal Movimento 5 stelle e 240 da Italia Viva, più altre di Leu.

Nel mare magnum di modifiche, da segnalare alcune a firma M5s che chiedono di ridurre l’Iva sui prodotti per la prima infanzia e per gli assorbenti e altri prodotti per l’igiene femminile, purchè completamente biodegradabili. Inoltre, sempre i 5 stelle chiedono per i truffati dalle banche di prorogare – fino al 18 aprile – il termine per presentare domanda di indennizzo, propongono il pagamento dell’Imu da parte della Chiesa cattolica e l’Iva al 10% per i profilattici. E ancora: i 5 stelle vogliono che siano esclusi dalla plastic tax i dispositivi monouso medico sanitari, i prodotti monouso in plastica riciclata per almeno il 25%, e anche i prodotti monouso compostabili e biodegradabili con certificazione Uni. Viceversa, secondo il Movimento 5 stelle l’imposta andrebbe invece applicata ai prodotti di cancelleria, e viene anche proposto di destinare 3 milioni di euro al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa. Capitolo auto aziendali: M5s propone che l’aumento della tassazione sia applicato soltanto ai nuovi contratti che verranno stipulati da gennaio 2020.

Restando sul tema, il Pd invece chiede che il maggior prelievo sulle auto aziendali sia rivisto dal primo gennaio, e propone che cali dal 30% al 15% per i veicoli a trazione elettrica e ibrida-termoelettrica. Inoltre, i dem propongono anche di introdurre per le auto diverse da queste una soglia “al 40% in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a 95 grammi per chilometro”. La plastic tax, secondo il Pd, deve invece scendere a 0,80 euro – invece di 1 euro – per chilogrammo e non deve essere applicata “per i prodotti e i manufatti realizzati, per almeno il 60% nel 2020, il 70% nel 2021 e l’80% nel 2022, in plastica riciclata”. Proposte modifiche anche per la sugar tax, che il Pd vuole abbassare dagli attuali 10 euro a 8 euro a ettolitro per i prodotti finiti, e da 0,25 a 0,20 euro per chilogrammo per quelli da diluire.

Italia viva decide invece di puntare anche su misure bandiera dei passati Governi, presentando la richiesta di abolizione di Quota 100. I renziani vogliono la cancellazione di Plastic tax, Sugar tax e del maggior prelievo sulle auto aziendali. Inoltre, Iv propone l’estensione di Industria 4.0 alle imprese agricole, e su partite Iva e professioni chiede il ripristino dei voucher lavoro. Nell’ambito della maggioranza, Leu chiede la destinazione all’edilizia popolare degli edifici pubblici non utilizzati, il ripristino del “Fondo affitti” e la possibilità di beneficiare del bonus facciate a patto che i lavori riguardino anche la coibentazione. Sul fronte pensioni, la sinistra chiede una nuova salvaguardia per gli esodati e l’innalzamento del trattamento minimo per accedere alla quattordicesima mensilità.

Dall’opposizione, la Lega vuole la cancellazione “di tutte le tasse e microtasse che soffocano famiglie e imprese” – ovvero plastic e sugar tax, e tassa sulle vetture aziendali – e “il ripristino della Flat tax per i redditi dai 65 ai 100.000 euro e della mini Ires”. Inoltre, il Carroccio propone “un miliardo per Venezia, 100 milioni per la manutenzione del Mose, un fondo per tutti gli altri territori colpiti dalle alluvioni e a rischio idrogeologico” e la reintroduzione lo scudo penale per l’ex Ilva. Fratelli d’Italia chiede l’abolizione di reddito di cittadinanza, sugar e plastic tax, e di reintrodurre lo scudo penale per l’Ilva e la Flat tax. FdI propone anche la parificazione della retribuzione dei Vigili del fuoco (che oggi protestano di fronte Montecitorio) a quella di altri corpi dello Stato.

Al termine di questa estrema sintesi degli emendamenti, va detto che non tutti i 4.550 saranno votati. Domani – quando la Bilancio di Palazzo Madama riprenderà l’esame della manovra – i gruppi annunceranno i “segnalati”, cioè le proposte su cui davvero vogliono puntare. Così facendo, in pista ne dovrebbero rimanere circa 500-600. Venerdì dovrebbe iniziare la loro illustrazione, mentre l’inizio dei voti è previsto solo nella prossima settimana, e bisogna anche tenere a mente che l’approdo in aula è atteso il 3 dicembre. “Che questo Governo non fosse d’accordo su nulla lo sapevamo da tempo” attacca la Lega, affermando che “le forze di maggioranza riescono a presentare circa duemila emendamenti. Ma non sono i numeri che ci spaventano quanto la confusione e il disaccordo che emerge dal contenuto degli stessi. Riescono quasi a sconfessare le loro proposte, un comportamento che se non fosse drammatico sfocerebbe nel ridicolo. Sono divisi su tutto”. “La Manovra fa schifo anche al Pd” dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi).

Ma la valanga non spaventa il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. “Tutti gli anni se ne presentano molte migliaia, perciò non sono preoccupato” ha detto il titolare del Mef, che definisce il testo una “manovra progressista, di sinistra, per lo sviluppo e la crescita: riduce le tasse e mette più soldi negli stipendi. Introduce misure sociali e di welfare importanti”. Intervistato a Otto e Mezzo, Gualtieri annuncia che la plastic tax “ci sarà ma sara’ diversa, sarà un intervento giusto, che darà un incentivo alla riduzione della plastica e, allo stesso tempo, un incentivo al riciclo”. Sulla sugar tax il ministro spiega che “l’importo è bassissimo” ma “possiamo finanziare anche interventi significativi. Valuterà il Parlamento. Possiamo avere gli asili gratis o una una lattina di Coca cola che costa 3 centesimi in più, sono scelte distributive che possono avere un senso. Si tratta di una misura molto limitata che però può incentivare una riduzione degli zuccheri nelle bevande, che fanno male e che determinano anche un costo per il Servizio sanitario nazionale”. Riguardo alla crescita nel 2020 “noi diciamo lo 0,6%, ma penso che potremo fare di più”. Riguardo alla proposta di Italia viva che prevede l’abolizione di Quota 100, Gualtieri ha detto che “è uno di quegli emendamenti bandiera che servono a segnalare una posizione, ma non è pregiudiziale. La manovra, che non contiene l’abolizione di Quota 100, è stata votata anche dai ministri di Italia viva”.

Ma sul tema le frizioni tra M5s e renziani sono evidenti, con i primi che non hanno per nulla gradito l’iniziativa di Iv: “Se qualcuno pensa di riportare la Fornero, ha capito male” ha scritto su Facebook Luigi Di Maio. (Public Policy) PAM