Il ddl sul voto di scambio uscirà ritoccato dalla Camera

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di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Cambia ancora la proposta di modifica dell’articolo 416 ter del Codice penale. In commissione Giustizia alla Camera il ddl sul voto di scambio – già approvato al Senato – è stato ritoccato con un emendamento del M5s, a prima firma Angela Salafia.

La modifica cancella dal testo la contestata dicitura “a lui nota” riferita al politico che accetta il patto con l’associazione mafiosa. Un riferimento che – secondo diversi esperti – avrebbe generato delle difficoltà, in quanto si sarebbe dovuto dimostrare in giudizio che chi accetta la promessa era consapevole di trattare con un appartenente a un gruppo mafioso.

Nel testo, poi, è stata prevista un’ulteriore novità: il patto rientrarà nel nuovo 416 ter anche se stretto con persone che utilizzano “modalità” mafiose.

Il testo che esce dalla commissione, quindi, sarà il seguente: “Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti la cui appartenenza alle associazioni di cui all’articolo 416-bis o mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416 bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis”.

La stessa pena si applica “a chi promette di procurare voti nei casi di cui al primo comma. Se colui che ha accettato la promessa di voti, a seguito dell’accordo di cui al primo comma, è risultato eletto nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell’articolo 416-bis aumentata della metà. In caso di condanna per i reati di cui al presente articolo, consegue sempre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici”. (Public Policy)

@ricci_sonia