Il Di Maio pensiero: nessun conflitto tra imprese e lavoratori

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ROMA (Public Policy) – Insediato il superministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Dalle sue mani passeranno i dossier sul reddito di cittadinanza, sul reddito minimo, sulle pensioni, sulla gig economy. E di molti di questi temi il ministro ha parlato sia ai giornalisti che durante dirette Facebook. Vediamo brevemente il Di Maio pensiero.

Iniziamo da una delle riforme simbolo del Governo Renzi: “Il Jobs act va rivisto, c’è troppa precarietà. La gente non ha certezza neanche più per prenotarsi le vacanze non solo per sposarsi e se dobbiamo dare più forza all’economia la dobbiamo ridurre”.

Commentando l’incontro coi ryders, Di Maio è tornato sulla necessità di introdurre il salario minimo. “Ci sono tanti ragazzi che non hanno inquadramento, una paga minima dignitosa. Noi vogliamo che abbiano una vita dignitosa, noi iniziamo un percorso per un modello Di lavoro che dovrà avere un salario minimo orario e deve prevedere un confronto tra i lavoratori e i colossi”, ha detto.

Ma, come detto, Di Maio non vuole dare l’immagine di un mondo del lavoro conflittuale. E, come ha detto spesso in campagna elettorale, vede il tessuto imprenditoriale italiano non contrapposto ai lavoratori. Quindi, dando conto dell’incontro con gli imprenditori del ‘drappo bianco’ ha ribadito l’impegno a semplificare e sburocratizzare. Via, quindi, gli studi di settore, lo split payment e il redditometro. E, come ulteriore segnale di vicinanza alle imprese, ha annunciato che sarà chiamato come consulente al ministero, Sergio Bramini, l’imprenditore che aveva dei crediti con lo Stato per dei lavori eseguiti per la Pa e che non ha ricevuto pagamenti. Una situazione che lo ha messo in difficoltà nei confronti di creditori e lo ha portato al fallimento.

Altro capitolo caldo sono i centri per l’impiego (uno strumento a cui il M5s si è sempre dedicato perchè necessario per l’implementazione del reddito di cittadinanza). “I centri per l’impiego non devono essere più una umiliazione”, ha sottolineato, lanciando la proposta di un tavolo di tutti gli assessori regionali al Lavoro.

Ultimo cenno del Di Maio pensiero alla macchina amministrativa. Parlando ai dipendenti del Mise, Di Maio ha detto: “se ci sarà una fusione” tra il ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico “lo vedremo. Vogliamo parlare con le direzioni per capire se vanno fusi o gestiti politicamente insieme. Unire la parte datoriale e dipendente può anche creare più pace sociale. Vedremo se li uniremo da un punto di vista amministravo, ma politico sì”.  Per quanto riguarda la composizione della squadra ministeriale, molti danno per scontato il ritorno di Vito Cozzoli al Mise (c’era già stato con Federica Guidi) come capo di gabinetto. (Public Policy) FRA