Dl Brexit post Parlamento, 6 attuativi previsti (non tutti obbligatori)

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ROMA (Public Policy) – Entrato in vigore sabato 25 maggio, il dl Brexit convertito in legge dal Parlamento ha subito alcune modifiche nel corso dell’esame al Senato. Solo un decreto attuativo è stato aggiunto in fase di conversione e dunque ammontano a sei i decreti attuativi previsti. Non tutti sono obbligatori.

RIORGANIZZAZIONE MEF

Tra le pieghe del decreto convertito, una norma interpretativa limita ai soli uffici dirigenziali presso le articolazioni periferiche del Mef la riduzione del numero complessivo di uffici del ministero prevista dalla legge di Bilancio. In attesa dei decreti attuativi delle norme della manovra, viene assicurata, con decorrenza da gennaio 2019, l’uniformità del trattamento economico del personale in servizio presso il Mef. A tal fine, il relativo provvedimento è adottato entro il 24 giugno.

RELAZIONE MEF SU OPERAZIONI GACS

Secondo quanto previsto dal decreto, il Mef dovrà redigere una relazione entro il 30 giugno di ogni anno, contenente i dati relativi all’andamento delle operazioni assistite dalla garanzia dello Stato e gli obiettivi di performance collegati. La relazione è trasmessa alle Camere e pubblicata in sintesi nel rapporto annuale sul debito pubblico.

I DECRETI ATTUATIVI GIÀ PREVISTI

Rimangono confermati, senza alcuna variazione, i decreti attuativi già inseriti nel decreto legge approvato a Palazzo Chigi a marzo. Riguarderanno, tra l’altro, i termini per l’esercizio del golden power in materia di 5G, la proroga delle Gacs e l’attuazione delle relative norme inserite nel dl, l’aggiornamento dei panieri CDS (qui tutti i dettagli). (Public Policy) MDV