In Parlamento ci sono due decreti da chiudere: Sblocca cantieri e Crescita

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ROMA (Public Policy) – Mentre tutti guardano ai risultati delle elezioni europee, il Parlamento riprende i suoi ritmi abituali dopo la pausa pre elettorale. I provvedimenti caldi sono i decreti Sblocca cantieri e Crescita (oltre al decreto sulla sanità calabrese, già in aula).

Iniziamo dallo Sblocca cantieri. Le commissioni Ambiente e Lavori pubblici al Senato sono convocate oggi alle 12 e alle 15 . Il calendario delle commissioni prevede anche una seduta alle 20 ma solo se necessaria. Sul provvedimento, infatti, è atteso il via libera delle commissioni per poi passare all’esame dell’aula previsto questo pomeriggio alle 16,30. Tra le novità approvate dalle commissioni, la quota massima di contratti di lavori, servizi o forniture subappaltabili al 40% (il dl fissava la quota al 50%).

Marcia indietro, poi, sulle procedura di appalto sottosoglia. L’emendamento riporta la disciplina del sottosoglia a quella prevista dall’ultima legge di Bilancio. In sostanza, quindi, saranno possibili procedure negoziate fino a gare per lavori per un massimo di un milione di euro (con vari scaglioni intermedi). Dal milione di euro devono scattare le procedure aperte.  Nello specifico, per le gare riferite ai lavori, si prevede che: si potrà procedere all’affidamento diretto per valori compresi tra 40mila e 150mila euro con la consultazione di almeno tre operatori economici; tra 150 e 350mila procedura negoziata con la consultazione di almeno 10 operatori; tra 350 e 1 milione procedura negoziata previa consultazione di 15 imprese. Dal milione di euro sarà obbligatoria la procedura ordinaria. Per le procedure tra 150 mila e un milione, in caso di procedura negoziata, dovrà essere rispettato il criterio di rotazione degli inviti. Per forniture e servizi tra 40mila e 144mila si potrà procedere alla procedura negoziata, ma consultando almeno 5 operatori.

Più indietro il dl Crescita. Le commissioni Bilancio e Finanze alla Camera inizieranno domani mattina l’esame dei circa 450 emendamenti rimasti sul tavolo perchè segnalati dai gruppi. Tra le proposte in campo, l’abbassamento dei parametri previsti per l’accesso alle agevolazioni finanziarie per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle imprese, di micro, piccola e media dimensione per ampliarne la platea (a firma M5s). La Lega, tra l’altro, punta a rivedere la soppressione in parte della lettera ‘r’ di cui all’articolo 18, comma 1, del dlgs 112/1998 (‘Bassanini’) prevista dal decreto Crescita, e che ha visto la ferma contrarietà delle Regioni per il fatto che in questo modo viene cancellata la possibilità di segmentare il funzionamento del Fondo centrale di garanzia per le Pmi alla sola controgaranzia verso i confidi, togliendo pertanto autonomia all’azione regionale. (Public Policy) FRA