Dlgs Emissioni, ok Camera: ma con relazione del Comitato Ets

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ROMA (Public Policy) – Prevedere che ogni anno, entro il 30 aprile, il Comitato Ets debba presentare al Parlamento una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente. Questa una delle condizioni contenuta nel parere favorevole espresso la settimana scorsa dalla commissione Ambiente della Camera sul dlgs per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio.

Inoltre la VIII commissione della Camera, con un’altra condizione, punta a chiarire che le disposizioni sul trasporto aereo si applicano anche alle attività di cui all’allegato I e, quindi, anche agli operatori di trasporto aereo. Per quanto riguardo l’articolo 10 la commissione Ambiente della Camera punta invece – come viene spiegato nelle premesse – a “prevedere procedure meno gravose per gli operatori aerei in caso di cambio di domicilio.

Una condizione punta inoltre a individuare puntualmente le attività svolte dal Comitato Ets e da Ispra a favore dei gestori di impianti fissi e degli operatori aerei, ai fini della adozione del decreto che stabilisce le tariffe. Nelle altre condizioni la VIII commissione chiede di una serie di ritocchi al dlgs in termini di chiarimento o di coordinamento delle norme.

Le condizioni richiamano, tra osservazioni e condizioni, le richieste contenute nell’analogo parere espresso dalla commissione Ambiente del Senato. Ad esempio, la richiesta di relazione annuale al Parlamento, nel parere espresso dalla 13a commissione di Palazzo Madama è contenuto in una osservazione, piuttosto che in una condizione.

Solo dalla commissione Ambiente della Camera sono arrivate però le seguenti richieste, contenute nelle osservazioni. Nel dettaglio si chiede al Governo di “richiedere in sede europea il riesame dell’allegato I della direttiva 2003/87/CE, prevedendo l’estensione della disciplina sullo scambio delle quote di gas a effetto serra agli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e pericolosi”; e di “interloquire con la Commissione europea al fine di prorogare, limitatamente al 2020, i termini degli adempimenti previsti a carico degli operatori dalla direttiva 2003/87/CE, alla luce dell’emergenza sanitaria in corso”. (Public Policy) NAF