End of waste, Lega e 5 stelle non riescono a mettersi d’accordo

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ROMA (Public Policy) – È ancora scontro sull’end of waste tra Movimento 5 stelle e Lega. Le posizioni tra i due partiti di Governo sui criteri per accelerare sull’emanazione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto prodotto per prodotto sono infatti ancora molto lontane.

Un emendamento M5s depositato nelle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici al Senato al dl Semplificazioni punta, in sintesi, a delegare ad un decreto di natura non regolamentare del ministero dell’Ambiente la definizione dei criteri end of waste caso per caso. Se i 5 stelle puntano quindi ad accentrare i poteri al ministero, di segno opposto è la proposta della Lega (non presente nella bozza del fascicolo ma depositato, assicurano fonti del Carroccio). L’emendamento della Lega, condiviso dalla sottosegretaria all’Ambiente Vannia Gava, mira infatti a dare alle singoli Regioni il potere di individuare caso per caso i criteri End of waste.

Entrambi gli emendamenti puntano ad accelerare sul tema, visto che la procedura standard per l’emanazione dei dm End of waste, in questi anni, si è dimostrata farraginosa, bloccando di fatto l’intero comparto delle materie prime seconde. Proprio per la distanza tra Movimento 5 stelle e Lega sul punto il tema continua ad essere rinviato da molti mesi. Un primo articolo comparve infatti una delle prima bozze del decreto Urgenze per poi essere espunto dalla provvedimento definitivo. Il tema è tornato all’ordine del giorno con l’esame della legge di Bilancio per essere di nuovo rinviato a causa della distanza tra le due anime di Governo.

A quanto apprende Public Policy nei giorni scorsi un nuovo tentativo di mediazione è fallito e nel dl Semplificazioni sembra profilarsi lo stessa situazione di stallo che ha portato, nella Manovra appena entrata in vigore, all’ennesimo rinvio della soluzione. (Public Policy) NAF