Nel giorno del Gdpr, il ministero risponde sul dlgs Privacy

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ROMA (Public Policy) – Da oggi entra in vigore il Gdpr (General data protection regulation), il regolamento sulla protezione dei dati che si applicherà a tutte le informazioni elaborate in Europa.

In Parlamento è all’esame delle commissioni speciali il dlgs Privacy, che recepisce il nuovo regolamento Ue sulla protezione dei dati. Il Garante ha espresso le sue considerazioni qualche giorno fa, ora è la volta del Governo Gentiloni.

Il ministero della Giustizia ha infatti risposto, in un documento preso in visione da Public Policy, alle richieste arrivate dal relatore al dlgs a Palazzo Madama, Gianluca Perilli (M5s), in primis sulla possibilità di permettere ai minori di 16 anni di iscriversi ai social network.

“La misura – scrive il ministero guidato da Andrea Orlando – viene adottata in stretta attuazione di quanto previsto dall’articolo 8 del regolamento Ue n. 679, ai sensi del quale gli Stati possono stabilire, ai fini della liceità del trattamento dei dati personali del minore nell’ambito dell’offerta diretta di servizi della società dell’informazione, un’età compresa tra i 13 e i 16 anni”.

Il documento elenca una serie di criticità rilevate dal relatore nel corso della relazione illustrativa esposta una settimana fa in commissione speciale. Il ministero risponde quindi punto per punto motivando le scelte effettuate nel decreto legislativo.

Rispetto alla prevista definizione agevolata dei procedimenti sanzionatori pendenti, sulla base dei parametri dell’attuale codice della Privacy, il ministero sostiene che la misura “costituisce un completamento del quadro sanzionatorio stabilito dal Regolamento”. Inoltre, “la possibilità di definire in maniera agevolata le violazioni contestate con il vigente regime risponde all’esigenza di prevenire la possibilità che vadano in prescrizione una parte consistente dei suddetti procedimenti sanzionatori pendenti”.

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NAF