Gratuito patrocinio esteso alla negoziazione: via libera dal Cdm

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ROMA (Public Policy) – Arriva il gratuito patrocinio anche per coloro che ricorrono alla negoziazione assistita e che versano in una situazione economica difficile. Questa la novità contenuta nel decreto legislativo messo a punto dal Governo in tema di spese giudiziarie, approvato lunedì sera in Consiglio dei ministri.

Nel dettaglio, il provvedimento riconosce l’assistenza del cittadino non abbiente “nelle procedure di negoziazione assistita” introdotte nel decreto legge 132 del 2014, quando la procedura stessa costituisce “condizione di procedibilità della domanda giudiziale ed è stato raggiunto un accordo” tra le parti, ovvero con esito favorevole.

I PAGAMENTI

Nel caso venga riconosciuto il patrocino statale, il compenso e le spese spettanti all’avvocato difensore – si legge – “saranno liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento”. Per il pagamento si terrà conto “dei parametri vigenti” relativi ai compensi, spese ed indennità, tenuto conto della natura dell’impegno professionale, in relazione all’incidenza degli atti assunti rispetto alla posizione processuale della persona difesa. “Il giudice applica i valori parametrici” previsti nelle tabelle ministeriali “in modo che non risultino superiori ai valori medi”.

I TEMPI

Il provvedimento prevede che il giudice provveda all’emissione del decreto di pagamento anche se la richiesta stata presentata nei tre mesi successivi al provvedimento di negoziazione. Il magistrato a sua volta avrà tempo 45 giorni per poter provvedere alla richiesta.

PARCELLE

Il dlgs fissa anche una regola generale per l’entità della parcella che sarà riconosciuta all’avvocato, ovvero “al difensore che non ha proposto l’impugnazione” a seguito della negozazione, “il compenso è dovuto limitatamente alla fase di studio della controversia se non coltiva l’impugnazione”.

QUANTO COSTA IL NUOVO PATROCINIO

Il Governo ha quantificato la spesa per l’estensione del patrocinio in 2.546.032 euro per il 2019 e 5.092.064 euro a partire dal 2020. Per coprire le spese sarà utilizzato il Fondo speciale di parte corrente iscritto del ministero dell’Economia e gli accantonamenti del ministero della Giustizia. Il Mef, sulla base dei dati che trasmetterà il ministero della Giustizia, provvederà “al monitoraggio degli oneri recati dalla presente legge al fine di prevenire l’eventuale verificarsi di scostamenti dell’andamento dei medesimi oneri rispetto alle previsioni”. (Public Policy) SOR