Le riforme promesse dal Mims nel 2022: dagli appalti al Tpl

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ROMA (Public Policy) – “Le scelte riguardanti gli investimenti in infrastrutture e sistemi di mobilità effettuate dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) sono andate di pari passo con interventi normativi e riforme destinate a renderli più efficaci in termini di impatto economico e sociale, più semplici in termini procedurali, più capaci di ridurre significativamente le disuguaglianze territoriali, più sostenibili sul piano ambientale. Anche il 2022 sarà caratterizzato da importanti riforme, alcune delle quali previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) trasmesso alla Commissione europea il 30 aprile 2021, come la revisione del Codice dei contratti pubblici e gli interventi per aumentare la competitività del sistema portuale, diminuendone l’impatto ambientale. Inoltre, il ministero intende realizzare ulteriori riforme, tra cui quella del Trasporto pubblico locale (Tpl), finalizzata al miglioramento del servizio, all’aumento dell’utilizzo del trasporto pubblico, all’innovazione tecnologica e organizzativa, all’aumento di efficienza delle aziende del settore”.

Lo si legge nel documento “Le riforme relative alle infrastrutture e alla mobilità sostenibili: i risultati conseguiti nel 2021 e le prospettive per il 2022”, pubblicato dal Mims e preso in visione da Public Policy, che riassume le riforme più rilevanti introdotte nel corso del 2021 su proposta del ministero: “Si tratta – spiega il Mims – di interventi normativi orientati a perseguire gli obiettivi strategici illustrati dal ministro, Enrico Giovannini, durante la sua prima audizione alle Camere, il 16 marzo 2021″.

Il documento riassume quindi i principali interventi normativi effettuati nel 2021 che “hanno riguardato le seguenti aree: semplificazione delle procedure per i contratti pubblici relativi agli investimenti e attuazione delle normative preesistenti in tema di commissariamenti di opere ‘incagliate; inserimento nei contratti pubblici di condizionalità e premialità a favore di progetti e imprese che si impegnano a favorire l’occupazione femminile e giovanile e ad assicurare la sostenibilità ambientale; potenziamento delle infrastrutture ferroviarie; messa in sicurezza e sviluppo delle infrastrutture stradali e autostradali; sviluppo del sistema della portualità e della logistica integrata; mobilità sostenibile e riforma del Codice della strada; semplificazione della pianificazione per le infrastrutture idriche; rigenerazione urbana e revisione della disciplina urbanistica”.

Alcune di queste riforme – si legge ancora – sono state inserite nel Pnrr, altre sono esterne al Piano. Tutte le riforme inserite nel Pnrr e previste concludersi nel 2021 sono state approvate, così come due delle quattro previste per il 2022. Infine, per rendere più efficace l’azione dello Stato in questi settori, si è proceduto alla riorganizzazione e alla trasformazione del modo di operare del ministero”. (Public Policy) GIL