Lega e 5 stelle si devono schiarire le idee anche sull’eutanasia

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ROMA (Public Policy) – Il Movimento 5 stelle ha depositato, nelle commissioni Giustizia e Affari sociali alla Camera, la sua proposta di legge in tema di eutanasia, che è stata subito abbinata alle altre proposte in esame in commissione, sulle quali mercoledì 5 giugno si è riunito per la prima volta il comitato ristretto chiamato ad elaborare un testo unificato.

Comitato ristretto dove la Lega ha poi presentato la sua proposta di legge, diametralmente opposto a quella M5s. Ma andiamo con ordine.

La proposta di legge 5 stelle, a prima firma Doriana Sarli, consente il suicidio medicalmente assistito e il trattamento eutanasico al “soggetto maggiore di età, capace di intendere e di volere, affetto da una condizione clinica irreversibile, ovvero da una patologia a prognosi infausta che non sia di natura psichiatrica o psicologica, tale da procurargli sofferenze evidenti, insostenibili e irreversibili, può chiedere in modo inequivocabile e come espressione piena della propria libera autodeterminazione di sottoporsi al suicidio medicalmente assistito o al trattamento eutanasico”.

La pdl inserisce tutte le procedure necessarie ai trattamenti nei Lea, dunque a carico del Servizio sanitario nazionale, “in strutture adeguatamente attrezzate o, qualora le condizioni del paziente non lo consentano, anche presso il suo domicilio, nel rispetto della dignità del paziente e senza provocare sofferenze”. Previsto lo scudo penale ai medici che praticano eutanasia, così come la possibilità di obiezione di coscienza anche se – si legge – “le strutture del Servizio sanitario nazionale sono tenute a garantire il rispetto della volontà manifestata” dal paziente.

LA PROPOSTA (OPPOSTA) DELLA LEGA

Agire esclusivamente sull’articolo 580 del codice penale, inserendo un’attenuante al reato di istigazione o aiuto al suicidio per le persone stabilmente conviventi di una persona tenuta in vita esclusamente dalle macchine e affetta da gravi patologie. E modificare la legge sul testamento biologico eliminando la possibilità di interrompere nutrizione e alimentazione artificiale.

Questo il cuore della proposta di legge della Lega, a prima firma Alessandro Pagano, presentata anch’essa in seno al comitato ristretto.

Nel dettaglio, l’attenuante prevede che “se il fatto è commesso nei confronti di una persona tenuta in vita esclusivamente per mezzo di strumenti di sostegno vitale, e affetta da una patologia irreversibile fonte di intollerabile sofferenza, si applica la reclusione da sei mesi a due anni quando l’autore convive stabilmente con il malato e agisce in stato di grave turbamento determinato dalla sofferenza altrui”. Il reato attualmente prevede invece da 5 a 12 anni per aiuto al suicidio o da 1 a 5 anni in caso il suicidio non sia effettivamente avvenuto. Con la formulazione proposta dalla Lega, Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, finito sotto processo per la morte di dj Fabo nel 2017, potrebbe ugualmente essere condannato.

La proposta della Lega non si limita a intervenire sul codice penale ma punta a modificare anche la legge sulle Dat, le Disposizioni anticipate di trattamento, il cosiddetto testamento biologico. Nel dettaglio la Lega vorrebbe escludere la nutrizione e l’idratazione artificiale dai trattamenti sanitari, eliminando così dalla legge la facoltà di chiederne la sospensione: un punto che già nella legislatura scorsa aveva visto la forte contrarietà della Lega.

Inoltre, la pdl introduce in maniera esplicita nella legge sulle Dat l’obiezione di coscienza ed esclude le strutture sanitarie provate dal campo di applicazione della normativa.

La pdl modifica ancora la legge per garantire in ogni caso le cure palliative, indicando i requisiti specifici della sedazione profonda, che dovrà seguire necessariamente le cure palliative “allo scopo di non trasformarsi – si legge nella relazione illustrativa – in un trattamento autanasiatico”. Per la revoca delle Dat, in situazioni di emergenza, sarà inoltre sufficiente la dichiarazione di revoca da parte del medico e non più anche la presenza di due testimoni.

E ORA?

A quanto si apprende da fonti parlamentari, i relatori del provvedimento Giorgio Trizzino (M5s) e Roberto Turri (Lega) si appresterebbero a presentare per la nuova riunione del comitato ristretto – convocato martedì 11 giugno – una proposta di testo unificato.

Le presidenti di commissione, Marialucia Lorefice e Francesca Businarolo (entrambe M5s), al termine del comitato hanno garantito parlando con i giornalisti che la legge sul testamento biologico non verrà modificata, come prevede invece la proposta di legge presentata dall’alleato di Governo, la Lega.

La quadra dovrebbe quindi essere trovata attorno alla sola modifica dell’articolo 580 del codice penale, per distinguire meglio tra aiuto e istigazione al suicidio ed inviduare i casi di non punibilità o di minore punibilità. (Public Policy) NAF