L’Italia e la direttiva Ue sulle armi: parla Gambacurta (Viminale)

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Armi

ROMA (Public Policy) – La legislazione italiana “è, per molti aspetti, già in linea con le indicazioni recate dalla direttiva Ue 853 del 2017” e “ciò ha escluso la necessità di configurare, con il dlgs di recepimento, interventi volti ad innovare radicalmente il sistema di regolamentazione delle armi“. L’impostazione seguita “è stata, piuttosto, quella di effettuare adeguamenti chirurgici del corpo normativo esistente, attraverso mirati aggiustamenti”.

Sono alcune delle considerazioni che emergono in un documento lasciato alle commissioni riunite Affari costituzionali e Politiche Ue alla Camera da Stefano Gambacurta, direttore dell’ufficio per l’amministrazione generale del dipartimento della Pubblica sicurezza (al ministero dell’Interno), sullo schema di dlgs di recepimento della direttiva Ue 853 del 2017, in materia di armi.

Per Gambacurta la nuova normativa Ue consente “di lasciare inalterato il regime attualmente vigente delle repliche delle armi ad avancarica a colpo singolo, settore nel quale le imprese italiane vantano un ruolo di leader mondiale“. Mentre “si è in attesa di ricevere un chiarimento, sollecitato il 5 luglio scorso, su un’ulteriore questione, concernente la marcatura delle armi importate, al fine di individuare una soluzione che consenta di garantire la tracciabilità senza rivelarsi inutilmente onerosa per gli operatori economici”.

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IAC