M5s e Pd lontani sull’acqua, si va verso un testo unificato

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acqua pubblica

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) – Quella sull’acqua pubblica sarà una delle prime partite sulla quale Movimento 5 stelle e Pd saranno chiamati a confrontarsi. La proposta 5 stelle, dopo essere stata votata come testo base in commissione Ambiente alla Camera è rimasta ferma, ufficialmente in attesa dei pareri dei ministeri ma di fatto bloccata dalla contrarietà della Lega. Questo ha causato un rinvio dietro l’altro dell’arrivo in aula del provvedimento, con l’ultima data di approdo fissata al 16 settembre, destinata di nuovo ad essere rinviata.

Anche Pd e Movimento 5 stelle partono da posizioni molto diverse. La proposta M5s, a prima firma Federica Daga, che è anche relatrice, punta – in sintesi – a una ripubblicizzazione totale delle attuali gestioni private, quindi a uno stop delle concessioni in essere e a un finanziamento anche con la fiscalità generale, poi Ambiti territoriali ottimali (Ato) più piccoli e funzioni di controllo trasferite dall’Arera al ministero dell’Ambiente. Molto diversa la proposta Pd, a prima firma Chiara Braga, che in commissione Ambiente è anche capogruppo. I dem vorrebbero invece lasciare agli enti locali la scelta su quale forma di gestione adottare, suggerendo solo una sorta di priorità per quella in house. Dunque nessuno stop anticipato delle concessioni in essere, no al finanziamento tramite fiscalità generale e funzioni di controllo sempre in capo ad Arera con degli Ato più grandi.

Un modo molto diverso di vedere le cose, al punto che gli emendamenti presentati dal Pd alla proposta M5s puntano a sostituire parti intere di testo con l’articolato a firma Braga. La stessa capogruppo dem in VIII commissione, all’indomani della presentazione degli emendamenti dichiarava che l’obiettivo era “evitare che il settore idrico venga gettato nel caos da una legge demagogica, che non tiene per niente conto delle esigenze di stabilità e rilancio degli investimenti, fondamentali per dare ai cittadini un servizio di qualità e a costi accessibili”. Una posizione, paradossalmente, più vicina a quella della Lega.

Alla ripresa dei lavori il presidente della VIII commissione Alessandro Benvenuto, deputato della Lega, convocherà l’ufficio di presidenza, dove la maggioranza potrà fare le sue richieste rispetto al calendario dei lavori. Solo qualche giorno fa lo stesso Benvenuto rispondeva così a chi ipotizzava azioni di ostruzionismo da parte dei presidenti leghisti di commissione: “Intralciare i lavori? Figuriamoci. Se la nuova maggioranza ha l’accordo politico sull’acqua pubblica sono pronto a rispettare il richiamo in aula previsto per il 16 settembre. Fatti concreti, non chiacchiere strumentali. Il nuovo governo dimostri di saper lavorare in sintonia prima di parlare”.

Al di là della scadenza del 16 settembre – destinata senz’altro a slittare, con gli emendamenti in commissione ancora tutti da votare – la nuova maggioranza sembra sicuramente intenzionata a sedersi attorno a un tavolo, tanto più che la prosecuzione dell’iter parlamentare della pdl sull’acqua pubblica è entrata ufficialmente nel programma di Governo.”Come è normale che sia esistono diversi punti di vista tra noi e i 5 stelle – ha spiegato a Public Policy la dem Braga – ma trovo normale e ragionevole, adesso, ripartire da entrambe le proposte di legge in commissione, la mia e quella Daga, che possono essere migliorate per arrivare a un testo unificato che tenga conto anche delle criticità emerse durante le audizioni, avanzate ad esempio dall’Anci, dall’Arera o dalle Regioni. Senza contare che il testo Daga è rimasto fermo in commissione anche perché aveva della cricità tecniche e finanziarie. Sicuramente – aggiunge Braga – gli investimenti contro gli sprechi e per chiudere le infrazioni europee possono essere un punto condiviso da dove iniziare”.

Disponibilità arrivata anche dalla stessa Daga, che a Public Policy ha spiegato: “Le differenze con il Pd ci sono, ma a differenza della Lega il Partito democratico ha dimostrato la disponibilità a sedersi attorno a un tavolo. Inoltre bisogna considerare che la mia proposta di legge viene da un percorso di 12 anni, cioè dalla proposta popolare del 2007. Sarebbe stata comunque modificata. Anche perché in questi anni tante cose sono cambiate, per esempio Arera ancora non c’era e il testo è quindi invecchiato. Con il Pd – prosegue Daga – ci metteremo seduti attorno a un tavolo e vedremo quali modifiche fare. Io non mi focalizzo su questo testo, quello che mi interessa è fare una ripubblicizzazione seria ed efficace”. (Public Policy)

@Naffete