Governo al lavoro sul dpcm “Natale” e sul dl Ristori quater

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ROMA (Public Policy) – Proseguono i lavori nel Governo per definire il dpcm “Natale”, che definirà le regole per il periodo delle festività. Allo studio – come confermato mercoledì da Giuseppe Conte – c’è anche la quarantena obbligatoria per chi rientra dall’estero dopo un periodo di vacanza. Un nodo riguarda invece gli impianti sciistici, che Palazzo Chigi vorrebbe tener chiusi per evitare spostamenti e aggregazioni, ma altri in Europa non la pensano così. In particolare l’Austria, che vuole aprire le piste e quindi potrebbe diventare attraente per chi alla neve proprio non vuole rinunciare, con ovvi rischi per l’Italia che poi vedrebbe tornare nel territorio nazionale persone che si sono esposte a rischi. Servirebbe una risposta coordinata a livello Ue, e proprio su questo punta il Governo per mettere un punto sulla questione. In ogni caso, i gestori degli impianti paventano il rischio di chiudere definitivamente, e chiedono all’Esecutivo ristori immediati – nel caso si decida il blocco delle piste – che facciano riferimento ai fatturati pre-Covid.

Altro tema sono i ricongiungimenti familiari, che saranno consentiti solo per i parenti stretti, ma sui trasferimenti tra Regioni potrebbe passare la linea più dura. C’è poi il rebus scuola, su cui oggi si confronteranno il premier e i capidelegazione della maggioranza. L’ipotesi più accreditata sarebbe quella di riaprire le scuole superiori, ma anche le seconde e le terze medie nelle Regioni arancioni, il 9 dicembre, ovvero dopo il ponte dell’Immacolata. Per le attività commerciali si valuta invecela riapertura con orario prolungato, per limitare la calca, e anche l’apertura serale dei ristoranti (ma solo nelle zone dove il rischio è più basso). C’è poi da decidere sul coprifuoco, che resterebbe in vigore, casomai adattandosi ai nuovi orari dei negozi, mentre il 24 e il 31 dicembre ci potrebbe essere un allentamento ad hoc.

Passando ai lavori parlamentari, è ancora atteso l’inizio dei voti degli emendamenti ai decreti Ristori e Ristori bis nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Nel frattempo martedì in Gazzetta è stato pubblicato il Ristori ter, che quindi è in vigore, e il Governo sta lavorando al “quater”, atteso in Cdm.

LE IPOTESI IN CAMPO

Si lavora a una dotazione di 600 milioni di euro per la cifra a disposizione, nel dl Ristori quater, per le modifiche del Parlamento. Lo si apprende da fonti governative. Di questo si sarebbe anche parlato durante la riunione, giovedì, tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e i capigruppo di maggioranza, in vista del varo del decreto, probabilmente domenica.

Secondo quanto si apprende, i 600 milioni sarano messi a diposizione delle Camere per il 2021 in aggiunta agli 800 milioni di euro messi già a disposizione del Parlamento per le modifiche alla manovra, all’esame della commissione Bilancio della Camera.

Nel decreto, oltre a un ulteriore allargamento dei codici Ateco che hanno accesso ai ristori e il rinvio delle scadenze fiscali era infine finita sul tavolo l’ipotesi di inserire una norma per concedere una “Cig di Natale”. Ipotesi che però, si è appreso, nell’ultimo vertice sarebbe saltata. (Public Policy) PAM-VIC-GAV