Non solo Def: la proposta per semplificare il fisco è in aula

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di Giordano Locchi

ROMA (Public Policy) – È arrivata in aula alla Camera, ieri, la pdl Fisco presentata da M5s e Lega (‘Disposizioni per la semplificazione fiscale, il sostegno delle attività economiche e delle famiglie e il contrasto dell’evasione fiscale’), di cui primi firmatari sono la presidente e il vicepresidente della stessa VI commissione di Montecitorio, Carla Ruocco (M5s) e Alberto Gusmeroli (Lega).

Il testo è arrivato in assemblea dopo uno slittamento rispetto a quanto aveva inizialmente previsto la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che aveva stabilito l’avvio dell’esame del provvedimento in assemblea già per lunedì scorso. Ma il confronto con il Governo e l’Agenzia delle entrate sulle proposte di modifica si è risolto in un prolungamento dei tempi. Proprio nel passaggio in assemblea potrebbero essere riprese due misure accontonate in commissione e relative al regime di patent box e all’estensione ad avvocati, commercialisti ed esperti contabili delle competenze (ora riservate ai notai) sulle cessioni di azienda.

L’obiettivo, che ha visto la forte opposizione del mondo notarile, era quello di permettere anche a queste altre categorie di professionisti, in caso di scrittura privata, di depositare per l’iscrizione nel registro delle imprese i contratti relativi a trasferimenti della proprietà o godimento dell’azienda. A tale scopo l’emendamento (della relatrice) puntava a modificare l’articolo 2556 del Codice civile. L’intenzione potrebbe essere quella di approfondire il tema nel passaggio in aula, limitando la disposizione agli affitti d’azienda. Ma le resistenze sono molte.

Tra le semplificazioni contenute nel provvedimento, ci sono: esenzione Tasi per gli immobili invenduti dalle imprese edili; tassazione degli affitti solo se effettivamente incassati; agevolazioni fiscali per l’acquisto di prodotti derivanti dal riciclo e riuso; credito d’imposta per il riutilizzo e riciclo degli imballaggi; cinque giorni in più per emettere la fattura elettronica; invio telematico della dichiarazione dei redditi al 30 novembre e non più al 30 settembre; cedibilità dei crediti Iva trimestrali chiesti a rimborso.

È stata inserita anche una revisione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni dell’Iva, con l’abolizione della liquidazione periodica del quarto trimestre, che può essere evitata se il contribuente si attiva entro il febbraio dell’anno successivo con la presentazione della dichiarazione annuale Iva.

E poi: dichiarazioni Imu e Tasi entro il 31 dicembre; possibilità, ai fini del calcolo Isee, di prendere a riferimento i dati dell’anno precedente se questo è più conveniente per il nucleo familiare; ampliamento dell’ambito di applicazione del modello di pagamento unificato F24 alle tasse sulle concessioni governative e alle tasse scolastiche; abrogazione degli obblighi informativi per i contribuenti che applicano il regime forfetario; esclusione della comunicazione per gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) dei dati già contenuti nei modelli per le dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi. Approvate anche le norme con cui si prevede che eventuali richieste documentali effettuate dall’amministrazione per dati di cui l’amministrazione stessa sia già in possesso si considerano inefficaci; e che qualsiasi registro contabile non dovrà più essere stampato (tranne in casi di verifica), ma potrà essere archiviato in forma elettronica.

Tra le nuove norme, anche quella fortemente voluta da Gusmeroli e già sperimentata ad Arona (No), Comune di cui è sindaco, che prevede un sostegno finanziario per agevolare la riapertura dei negozi ‘di vicinato’ nei comuni sotto i 20mila abitanti. L’agevolazione, che consiste in un rimborso dei tributi comunali per quattro anni, è destinata a chi amplia o riapre un esercizio chiuso da almeno sei mesi. Il beneficio è concesso per le iniziative tese alla riapertura di locali destinati ad attività rientranti nei settori dell’artigianato, del turismo e del commercio al dettaglio, compresa la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, nonché di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali e al tempo libero. Sono invece esclusi i ‘compro oro’, i ‘sexy shop’ e le sale per scommesse. Per l’agevolazione è prevista una copertura di 5 milioni per il 2020, 10 milioni per il 2021, 13 per il 2022 e 20 a decorrere dal 2023.

Presenti previsioni (oggetto anche del dl Crescita) per il rientro dei cervelli – con un regime fiscale di favore per i docenti e i ricercatori che si trasferiscono in Italia a partire – e per rivedere la disciplina fiscale (con imposizione agevolata) degli enti associativi assistenziali esclusi dal Codice del terzo settore. E’ stato inserito anche un “impegno cumulativo a trasmettere” per gli intermediari abilitati, come commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro e Caf, che quindi potranno inviare in via telematica (tramite servizio Entratel) all’Agenzia delle entrate più dichiarazioni o comunicazioni, e non più per singolo adempimento. Questa nuova forma di delega cumulativa può essere contenuta nell’incarico professionale conferito all’intermediario dal contribuente o sostituto d’imposta.

Introdotto anche il contraddittorio tra il contribuente e l’ufficio finanziario come fase obbligatoria per i procedimenti di controllo fiscale, prima di emettere gli atti di accertamento. Vi deve essere quindi un invito a comparire per il contribuente, a esclusione però degli avvisi di accertamento parziale e di rettifica parziale o quando vi sia urgenza o pericolo che poi la riscossione divenga impossibile. Se il contraddittorio, quando previsto, non viene svolto, si avrebbe l’invalidità dell’atto di accertamento. Il contribuente potrà dimostrare che la valutazione delle sue osservazioni avrebbe comportato un esito effettivamente diverso.

Nel testo è stata inserita anche una proposta (arrivata da Leu) sul contrasto all’evasione dei tributi locali. La norma prevede che “gli enti locali competenti al rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, alla ricezione di Scia, uniche o condizionate, inerenti attività commerciali o produttive possono disporre con norma regolamentare che il rilascio o rinnovo e la permanenza in esercizio siano subordinati alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi locali da parte dei soggetti richiedenti”. Quindi per poter svolgere attività commerciale o d’impresa occorrerebbe dimostrare, quando richiesto da un Comune, di essere in regola con gli obblighi fiscali verso l’ente nel cui territorio si opera. Alla fine, per problemi di copertura, non ha trovato spazio l’Iva agevolata per i pannollini, che già si era tentato di inserire in manovra e che potrebbe essere riproposta nel passaggio al Senato. (Public Policy)

@Locchiaperti