Pd e M5s chiedono misure contro le “fake news sanitarie”

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ROMA (Public Policy) – Il Governo introduca “misure volte ad una corretta gestione della comunicazione al fine di contrastare le false notizie che possono creare allarmismo nella popolazione”. Lo chiede il Pd con un emendamento al dl Lockdown-Coronavirus in commissione Affari sociali alla Camera.

Oltre al Pd, anche il Movimento 5 stelle chiede misure anti-fake news con l’intervento dell’Agcom. E lo fa con un emendamento – sempre al decreto in via di conversione a Montecitorio – a firma Paolo Lattanzio.

“In merito alla comprovata necessità di garantire una informazione corretta e trasparente in relazione all’attuale emergenza sanitaria”, si legge, “è attribuita all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la specifica competenza atta al controllo ed al contrasto della diffusione sulle reti di comunicazione elettroniche, stampa e servizi media di fake news sanitarie, direttamente collegate alla pandemia da Covid-19″.

Per fake news sanitarie “si intende la diffusione attraverso reti di comunicazione elettroniche, stampa e servizi media, di messaggi e informazioni, in parte o del tutto non corrispondenti al vero, non fondate su ricerche riconosciute dalla comunità scientifica e/o da istituzioni sanitarie competenti, capaci di arrecare disorientamento, allarmismo e plausibili danni alla salute fisica e psicologica dei cittadini. La caratteristica principale è la loro notevole verosimiglianza, circostanza che le rende più accettabili da un largo pubblico, soprattutto di base culturalmente meno attrezzato”.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni “ha la facoltà di creare – dice l’emendamento M5s – un presidio stabile per il monitoraggio, il controllo, il contrasto della diffusione di fake news sanitarie relative alla attuale emergenza, assistito da riconosciuti esperti del mondo accademico, del Servizio sanitario nazionale e della preposta unità di crisi”.

È inoltre prevista la possibilità per l’Autorità “di ordinare la rimozione di contenuti contenenti fake news sanitarie da piattaforme digitali, siti internet e tutti i canali di diffusione, sia digitali che analogici. Salvo che il fatto non costituisca reato, in caso di mancato rispetto dell’ordine di rimozione, l’Agenzia, può applicare sanzioni amministrative pecuniarie da euro 100.000,00 a euro 5.000.000,00“.

L’Autorità “potrà avvalersi dei Comitati regionali per le comunicazioni per assicurare le esigenze di decentramento sul territorio ed un adeguato coordinamento delle iniziative, anche per lo studio e la condivisione di possibili soluzioni ai fenomeni di disinformazione online”. (Public Policy) SOR