Più antenne, meno radiazioni: l’audizione del Cnit sul 5G

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ROMA (Public Policy) – “Avere più antenne, e quindi più celle, in realtà fa diminuire i livelli di campo. Aumentare le antenne porta a una diminuzione dei livelli di radiazioni. Questo è un fatto che dovrebbe essere portato all’attenzione del pubblico”. Lo ha affermato Nicola Blefari Melazzi direttore del Cnit (Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni), parlando delle novità legate alla transizione al 5G,  in audizione in commissione Trasporti alla Camera. L’intervento fa parte dell’indagine conoscitiva in corso sul  5G e la gestione dei big data.

“E’ il concetto del cellulare. Cellulare significa fare tante celle. Se faccio più celle la capacità di rete aumenta molto. Più celle ci sono, in secondo luogo, più i telefonini possono emettere a potenza più bassa. Avere più celle è un vantaggio da tutti i punti di vista, tranne che dal costo. Ma il fatto di avere più antenne, dal punto di vista tecnico, dovrebbe essere visto come un vantaggio, anche perché riduce le radiazioni“.

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LEP