Il programma sui droni? Dalla Difesa garantiscono “piena approvazione”

0
droni

ROMA (Public Policy) – “Il programma relativo al drone Male (Medium altitude long endurance, categoria di livello strategico alla quale il P2hh appartiene), anche in virtù dell’impiego dual use da parte del velivolo in questione, ossia delle sue applicazioni anche in ambito civile, riscontra la piena approvazione da parte del dicastero, tanto da essere incluso tra i programmi di prossimo avvio nel Documento programmatico pluriennale 2018-2020″. Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo rispondendo, in IV commissione alla Camera, a un’interrogazione del Pd.

Dunque, come anticipato da Public Policy, il programma di acquisizione dell’ultima generazione di droni a pilotaggio remoto dovrebbe andare in porto. Il Governo, rispondendo a questa interrogazione, è stato molto chiaro, citando anche il contratto tra M5s e Lega, che “sancisce l’imprescindibilità della tutela dell’industria italiana del comparto, con particolare riguardo al finanziamento della ricerca e dell’implementazione del know how nazionale in ambito non prettamente bellico (progettazione e costruzione di navi, aeromobili e sistemistica hi-tech)”.

“Va inoltre sottolineato – ha aggiunto il sottosegretario – che le competenze che si acquisiranno con l’implementazione del programma costituiranno un ragguardevole bagaglio in termini di know-how da poter utilmente sfruttare in ambito europeo ed internazionale, sia quale opportunità in un settore di mercato in continua espansione, sia quale puntò di forza nazionale in iniziative industriali in ambito europeo nel medesimo settore”.

Con riguardo al decreto ministeriale che autorizza l’acquisizione dei nuovi droni, il cui iter – ancora in corso – è iniziato nella scorsa legislatura, Tofalo ha ricordato come “allo stato attuale, è in atto presso le commissioni un ciclo di audizioni di esperti e di rappresentanti dell’industria del settore, finalizzato a fornire un quadro informativo completo e funzionale ad assumere, da parte dei succitati organi parlamentari, le opportune determinazioni. Il ministero della Difesa – ha concluso il sottosegretario – posti in essere tutti gli adempimenti di propria competenza, non può che auspicare una pronta e favorevole definizione dell’iter parlamentare, stante la molteplicità di benefici che dal programma in questione ricadrebbero, oltre che sulla Difesa stessa, anche su altri dicasteri, sull’industria di settore e sul relativo indotto occupazionale”. (Public Policy) NAF