Non solo giustizia: la “Buona Scuola” fa discutere la maggioranza

0

ROMA (Public Policy) – Incardinamento in commissione ma stallo politico. È questo, attualmente, lo status della pdl sull’abolizione della chiamata diretta dei docenti e degli ambiti territoriali. La proposta legislativa del Movimento 5 stelle, che riscrive parte della cosiddetta “Buona Scuola”, dopo un iter abbastanza travagliato in Senato (dove fu approvata dalla maggioranza che sorreggeva il Governo Conte 1, M5s e Lega), pare incontrare nuove difficoltà con la maggioranza giallorossa.

La scorsa settimana, con la relazione di Virginia Villani (M5s) la pdl è stata incardinata in commissione Istruzione a Montecitorio, come voluto dal presidente della commissione, Luigi Gallo (M5s) che ha ricordato ai colleghi l’esigenza di avviare l’esame in VII commissione sulla base dell’inserimento della stessa proposta nel programma dei lavori dell’aula per il mese di marzo.

Le opposizioni però, e anche buona parte della maggioranza attuale (Pd e Italia viva), si sono espresse contrariamente all’esame, chi nel merito e chi nel metodo.

IL DIBATTITO IN VII COMMISSIONE

In particolare, secondo Valentina Aprea, il gruppo di Forza Italia è “contrario ad eliminare del tutto l’elemento di flessibilità introdotto nell’ordinamento con l’istituto della chiamata diretta dei docenti, soprattutto se la chiamata riguarda i docenti non presenti nelle graduatorie e che possono quindi consentire un ampliamento dell’offerta formativa”. Mentre, al limite, sarebbe disponibile “a riflettere su una eventuale modifica del meccanismo vigente della chiamata diretta, anche avuto riguardo all’eccessiva discrezionalità che ha caratterizzato la sua applicazione”. FI, inoltre, ha dichiarato di non essere favorevole, invece, all’abrogazione tout court della chiamata diretta, ritenendo che si tratti di uno strumento che valorizza l’autonomia delle istituzioni scolastiche”.

continua – in abbonamento

IAC