“Gli animali devono far parte della famiglia anagrafica”

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ROMA (Public Policy) – Prevedere l’inserimento degli animali di affezione nella famiglia anagrafica. È quanto contiene, in sintesi, una proposta di legge di Michela Vittoria Brambilla (FI), depositata alla Camera  e assegnata in commissione Giustizia.

Per Brambilla, dato che il regolamento anagrafico della popolazione residente definisce il concetto di famiglia anagrafica quale formazione costituita da persone che coabitino e siano legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela e anche solo da ‘vincoli affettivi’, bisognerebbe prevedere la possibilità di inserire anche gli animali registrati alle anagrafi territoriali. In quanto, spiega Brambilla nella relazione illustrativa del suo progetto legislativo, un italiano su 3 ha un cane o un gatto in casa e quasi il 50% dei proprietari “rinuncia in alcune occasioni a uscire o a fare un viaggio per non lasciarlo solo”.

Nella pdl, dunque, si stabilisce che il responsabile delle dichiarazioni anagrafiche, che può essere ciascun componente della famiglia, presenti la dichiarazione anagrafica per comunicare l’intestazione dell’animale registrato nell’anagrafe degli animali di affezione da parte di uno dei componenti del nucleo familiare. La stessa dichiarazione dovrà essere presentata in caso di decesso dell’animale di affezione inserito nella scheda di famiglia mediante una modulistica conforme a quella predisposta dal ministero dell’Interno, d’intesa con l’Istat.

Infine si dispone anche che nel censimento della popolazione e delle abitazioni fatto annualmente dall’Istat siano rilevati “i dati relativi agli animali di affezione registrati nella famiglia anagrafica”. (Public Policy) IAC