Referendum ed elezioni, che succede adesso? Risultati e conseguenze

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ROMA (Public Policy) – Il centrodestra conquista una storica roccaforte della sinistra (le Marche), vince in Liguria, stravince in Veneto, ma fallisce la “spallata” in Toscana e Puglia, che restano a guida Pd, e perde malissimo in Campania, dove si conferma il governatore dem uscente Vincenzo De Luca. L’esito delle elezioni regionali può riassumersi così, mentre la vittoria del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari è netta (i favorevoli hanno sfiorato il 70%), ed è forse l’unica vera nota positiva per il Movimento 5 stelle. A conti fatti, la maggioranza di Governo sembra quindi limitare i danni, ma i numeri sul territorio di due partiti dell’alleanza, M5s (che è la prima forza in Parlamento) e Italia viva, non inducono all’ottimismo sul rispettivo stato di salute.

Si votava anche per due elezioni suppletive al Senato, nei collegi uninominali Sardegna 3 e Veneto 9 per sostituire i senatori deceduti Vittoria Bogo Deledda (M5s) e Stefano Bertacco (FdI). In entrambi i casi ha vinto il centrodestra, con Carlo Doria e Luca De Carlo. La maggioranza quindi perde un senatore, e i suoi numeri a Palazzo Madama, che già erano risicati, si assottigliano ancora di più.

La “tenuta” alle Regionali e il Sì al referendum sembrano però saldare la poltrona del premier Conte, che adesso, più che ad un rimpasto, sarebbe propenso a venire incontro ad alcune richieste Pd, come la riforma dei decreti Sicurezza a firma Salvini e l’ok al Mes ‘sanitario’. In questo scenario una delle ipotesi è la possibilità di vedere il segretario dem, Nicola Zingaretti (nella foto), come nuovo ministro dell’Interno al posto di Luciana Lamorgese, figura tecnica non ascrivibile direttamente a nessun partito, o come vicepremier unico. Una mossa – ma al momento è solo un’ipotesi – per stabilizzare l’Esecutivo in una fase delicata, con i 5 stelle senza una vera leadership politica “ufficiale” e reduci da una lunga serie di sconfitte sul territorio, e i renziani in evidente crisi di consensi. (Public Policy) PAM