Registro delle opposizioni: dove eravamo rimasti?

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di Michele De Vitis

ROMA (Public Policy) – Un anno fa fu roboante argomento – e strumento – di dura contesa politica all’interno del Pd, tra l’allora premier, Matteo Renzi e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Così la presunta liberalizzazione del telemarketing fece slittare di qualche mese, dopo due anni di attesa, l’approvazione della legge annuale per la concorrenza.

Il 22 dicembre scorso poi il Senato approvò all’unanimità la riforma del Registro delle opposizioni, completando l’iter di un provvedimento che ha inserito norme più restrittive in tema di privacy e che era stato visto da sempre come la camera di compensazione effettiva per un cambiamento nel settore. La legge, infatti, allarga l’iscrizione al Registro a tutte le utenze telefoniche, fisse e mobili.

I riferimenti normativi sono dunque la nuova legge 5 del 2018, in vigore dal 4 febbraio, e il dpR 178 del 2010. Un anno dopo, cosa è cambiato davvero dopo quella polemica?

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@micdv