Resocónto – Sottoboschi

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galasso iotti

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Non avrà l’onore (come altri) di una commemorazione funebre nelle aule parlamentari – o forse, chissà, dopo il 4 marzo – ma immagino se ne sia fatta una ragione. Lo ha ricordato invece con belle parole, su Facebook, uno che militava da un’altra parte, Emanuele Macaluso:

“Sono stato amico ed estimatore di Giuseppe Galasso. Il quale, quando io compii 90 anni e in un’aula del Senato i miei compagni ed amici vollero ricordare il mio lungo impegno nella vicenda sociale e politica nel nostro Paese, fu lui a chiedere di poter discutere, con una sua relazione, il mio contributo politico e culturale nella battaglia meridionalista. È questo carattere del confronto politico tra persone che militavano in partiti diversi e con culture diverse che in questa triste occasione vorrei mettere in evidenza”.

E ancora: “Galasso fu una delle personalità della cultura italiana che si impegnarono nell’agone politico non solo attraverso i libri, le riviste, e i giornali, ma nei partiti e in Parlamento […] Oggi politica e cultura sono nettamente separate; i grandi intellettuali disdegnano la politica e questo provoca anche il rifiuto di giovani studiosi ad impegnarsi nei partiti. I quali partiti, spesso, preferiscono attingere i loro candidati tra chi naviga negli stagni del potere e del suo sottobosco. In gran parte con assoluta fedeltà al capo“. (Public Policy)

@VillaTelesio

*nella foto, dal portale storico della Camera: Nilde Iotti riceve Galasso, allora presidente della Biennale (4 luglio 1979)