Resocónto – Temo non il contrario

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – È stata, o forse mi è solo parsa, una settimana scialba resocontisticamente. Ci sono stati, è vero, momenti alti – Di Maio che rassicura tutti sul fatto che la Russia la pagherà, eccome se la pagherà, il generale Figliuolo che si rivolge ai parlamentari dicendo “le signorie loro”, Mollicone che torna a citare Schmitt e sì, dice che siamo ancora nel Großraum, ma a parte questo poco, pochissimo da segnalare.

Una persona da salutare, però, c’era. E ci ha pensato il deputato Pd Filippo Sensi.

“Eviterò le lunghe elencazioni mutuate da Wikipedia – che squallore – per ricordare qui in aula Enrico Vaime, la sua scrittura alla striglia, la sua ironia affabile, ma non scevra di una sana cattiveria, quel tratto gentile e garbato così riconoscibile in decenni di teatro, di televisione, di radio, di giornali, nel prediletto formato della coppia, ma anche da solo, con quell’aria di chi passava di lì per caso, con uno sguardo sulle cose della vita malinconico, mai cinico, un’eleganza discreta, un fastidio per l’inutile, gli orpelli, la prosopopea, e un amore artigiano per le cose fatte bene, per una televisione intelligente e curiosa, un discorso pubblico civile. Ci mancherà, temo non il contrario“. (Public Policy)

@VillaTelesio