Resocónto – Un cinereo grigiore

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Chi l’ha detto che non si possa far poesia in un’aula parlamentare, in un mediocre e gelido mercoledì romano, parlando di ulivi e febbre catarrale degli ovini, di batteri fastidiosi, di latte.

Francesco Mollame (la pronuncia non me la chiedete), siciliano, 5 stelle, metti i suoi colleghi senatori di fronte alla crudissima realtà: “Il provvedimento interviene anche nel settore olivicolo oleario […] Stiamo parlando di centinaia di migliaia di alberi secolari soggetti a disseccamento rapido. Da Maglie a Lecce, da Gallipoli fino a Brindisi è uno scenario apocalittico, catastrofico, un cinereo grigiore, esteso finché occhio coglie, di secolari ulivi anche monumentali, di alide ramificazioni […] assistiamo ancora esterrefatti all’avanzare di codesto nefasto fenomeno sviluppatosi inizialmente entro un limitato focolaio”.

Il provvedimento, dicevamo. Necessario, per il Movimento 5 stelle (e per la Lega), per salvare una regione immersa in uno scenario apocalittico, “esteso finché occhio coglie”.

C’è un certo dissenso, è vero, dalle parti del senatore Lello Ciampolillo, barese, 5 stelle, che la tocca piano: “Signor presidente, onorevoli colleghi, con il voto di oggi questo Parlamento condanna a morte oltre undici milioni di ulivi della mia amata Puglia: della nostra Puglia, cari colleghi pugliesi, forse più legati alle poltrone che agli impegni assunti con i cittadini. Mi risulta, peraltro, che oggi il presidente Conte, ancor prima delle decisioni del Senato, abbia formalmente invitato il presidente Emiliano a procedere al taglio degli ulivi. Un comportamento oltraggioso da parte di un soggetto, peraltro, nemmeno eletto dai cittadini“.

Forse Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri ed esponente della Lega, non ha tutti i torti quando scrive su Twitter: “Fatemelo dire, se Giorgetti mi insegna a pescare lo raggiungo anch’io prima della fine della legislatura”. (Public Policy)

@VillaTelesio