Dl Sanità, le ultime modifiche approvate alla Camera

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ROMA (Public Policy) – Prevedere che per garantire la reperibilità di medicinali per i quali siano stati adottati specifici provvedimenti per prevenire o limitare stati di carenza o indisponibilità, l’Aifa, dandone previa notizia al ministero della Salute, pubblichi un provvedimento “di blocco temporaneo delle esportazioni di farmaci nel caso in cui si renda necessario per prevenire o limitare stati di carenza o indisponibilità”. Lo prevede un emendamento M5s, a prima firma Leda Volpi, approvato mercoledì sera in commissione Affari sociali della Camera al dl Sanità Calabria.

Il provvedimento ha ricevuto il via libera dalla XII commissione e lunedì 27 maggio approderà nell’aula di Montecitorio.

Ancora, in tema di farmaci, sono stati approvati i due emendamenti della relatrice Dalila Nesci (M5s) anticipati nei giorni scorsi da Public Policy. Il primo punta a “garantire il necessario monitoraggio sul territorio nazionale, volto a prevenire gli stati di carenza di medicinali, a tutela della salute pubblica”. L’Agenzia italiana del farmaco, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, dovrà quindi aggiornare il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia, prevedendo in tale ambito, a supporto del direttore generale, le figure del direttore amministrativo e del direttore tecnico-scientifico. Il secondo riguarda il payback farmaceutico ed ha l’obiettivo di regolarizzare le aziende farmaceutiche titolari di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) che hanno versato le risorse per il contributo alla spesa farmaceutica entro il 20 maggio 2019, cosí da consentire il riparto tra le regioni (cosiddetto payback farmaceutico). Lo stesso emendamento, che interviene sull’articolo 14 del provvedimento, permette di vincolare una quota del riparto spettante alla Regione Calabria ai piani di rientro delle aziende sanitarie regionali. Un decreto del Mef, di concerto con il ministero della Salute e d’intesa con con la Regione, stabilirà l’ammontare della quota vincolata.

Due emendamenti all’articolo 12 del decreto – del Pd e del Movimento 5 stelle – hanno eliminato la norma che autorizzava l’esercizio dell’attività dei medici di medicina generale nell’ambito del Servizio sanitario non solo a coloro già inpossesso del diploma di formazione specifica in medicina generale, ma anche a coloro con il solo requisito di iscrizione al relativo corso di formazione. Tre emendamentidel Pd, di Forza Italia e della Lega – modificano la norma che prevede la possibilità, per le Regioni, di prevedere l’incremento del numero massimo di assistiti in carico ad ogni medico di medicina generale nell’ambito dei modelli organizzativi multiprofessionali nei quali sia prevista la presenza oltre che del collaboratore di studio, anche di personale infermieristico. Gli emendamenti hanno aggiunto la presenza anche di uno psicologo tra le condizioni affinché possa avvenire l’aumenti di assistiti in carico.

Approvata – nel corso della seduta che mercoledì sera è andata avanti oltre le 19.30 – una clausola per prevedere che le nuove disposizioni sono applicabili nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Infine, un emendamento della Lega all’articolo 11 approvato con riformulazione, applica la norma sui nuovi limiti di spesa per il personale Ssn si applica alle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, “laddove sottoposte alla disciplina dei Piani di rientro“. (Public Policy) NAF