Il salario minimo firmato Lega: solo a chi è fuori dal contratto collettivo

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ROMA (Public Policy) – Riconoscere il salario minimo solo ai lavoratori non coperti da contrattazione collettiva. Lo prevede un emendamento Lega presentato in commissione Lavoro al Senato al ddl Salario minimo.

La proposta di modifica – a prima firma William De Vecchis – riscrive l’articolo 1 della proposta di legge a firma M5s.

“Si considera retribuzione complessiva proporzionata e sufficiente il trattamento economico complessivo, proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato, non inferiore a quello previsto per ciascuna categoria di lavoratori dal contratto collettivo nazionale o territoriale di riferimento. Per i soli settori e per le sole categorie non regolamentate dalla contrattazione collettiva – si legge nell’emendamento che Public Policy ha avuto modo di vedere – è previsto un salario minimo legale pari a 9 euro all’ora al lordo degli oneri previdenziali e assistenziali”.

Con l’attuale formazione del testo, invece, i 9 euro lordi l’ora sarebbero da corrispondere a tutti i lavoratori, anche quelli coperti da contratto.

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FRA