Scuola e migranti: le preoccupazioni agostane del Governo

0

ROMA (Public Policy) – Scuola e migranti: sono questi i due temi di fine agosto che preoccupano il Governo. Proprio sull’avvio dell’anno scolastico – previsto il 14 settembre – lunedì Giuseppe Conte ha tenuto un vertice a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, della Salute, Roberto Speranza, dei Trasporti, Paola De Micheli, e degli Affari regionali, Francesco Boccia, oltre al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e al commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri. A tre settimane dalle riapertura delle aule il faccia a faccia si sarebbe reso necessario per condividere maggiormente gli oneri – e quindi lasciare meno esposta la sola Azzolina – e fare il punto su alcune questioni, come la consegna dei nuovi banchi e gli 11 milioni di mascherine al giorno che potrebbero essere necessarie per gli alunni che nelle classi non disporranno della distanza minima di un metro.

Si è parlato anche di come agire nel caso di positività al coronavirus da parte di uno studente o di un insegnante, e il ministro Speranza ha spiegato che ogni istituto avrà un referente, che sarà formato dall’Iss, deputato a intervenire in caso di allarme. La quarantena per tutti i compagni di scuola non scatterà però in automatico, perchè si terrà conto anche delle caratteristiche dei contatti e delle aule. Altri nodi riguardano sia l’effettiva capacità degli enti locali di predisporre spazi sufficientemente ampi che il trasporto pubblico, dove ancora manca un protocollo. Infatti, oggi Azzolina, Boccia, De Micheli e Speranza si rivedranno per stabilire le linee guida e iniziare poi il confronto con le Regioni.

C’è poi il caso migranti, dove è in corso un braccio di ferro tra il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e il ministero dell’Interno. Il governatore ha varato un’ordinanza sullo sgombero dei centri di accoglienza, che il Viminale ha però bollato come nulla evidenziando che è materia di competenza dell’Esecutivo. “Il Viminale non può dire con un comunicato che non abbiamo competenza in materia di migranti. Lo sappiamo, ma mi occupo di sanità”, ha sottolineato Musumeci. “Chiediamo alla gente di stare a un metro e con la mascherina, è mai possibile che in un salone stiano 700 migranti? Se il Governo dovesse impugnare l’ordinanza, faremo valere le nostre ragioni“, ha poi aggiunto Musumeci, che ha definito “campi di concentramento” le tendopoli. ll presidente ha denunciato oltre 10mila sbarchi tra luglio e metà agosto, con un aumento di 8mila unità rispetto all’anno scorso e un grave sovraffollamento delle strutture di prima accoglienza.

La sicurezza, anche sotto il profilo sanitario, delle comunità locali è obiettivo prioritario del Viminale“, fa sapere il ministero. “Infatti – si legge in una nota – dopo aver inizialmente previsto il test sierologico per tutti i migranti arrivati, dai primi di agosto è stato introdotto obbligatoriamente l’esame del tampone rinofaringeo ed è stata attivata una apposita convenzione con la Croce rossa italiana per effettuare questo accertamento sanitario a Lampedusa ed assicurare rapide risposte. In ogni caso, la situazione attuale richiede lo sforzo comune da parte di tutte le istituzioni secondo il principio costituzionale di leale collaborazione, che si ritiene oggi più che mai indispensabile”. Musumeci “ha il dovere di governare la Regione – ha dichiarato Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud – non di aprire scontri istituzionali con lo Stato e servirsi della Sicilia per la bieca campagna elettorale di Salvini nelle altre Regioni”. L’ordinanza di Musumeci – che intimava di sgomberare i centri di raccolta migranti entro la mezzanotte di lunedì – ha irritato il Governo, che si appresterebbe a impugnarla nel corso di un Cdm previsto in settimana. (Public Policy) PAM