Semplificazioni, dopo il Parlamento i decreti attuativi sono quadruplicati

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di Michele De Vitis

ROMA (Public Policy) – È in vigore da mercoledì 13 febbraio la legge di conversione del decreto Semplificazioni. Dopo l’esame del Parlamento il decreto ha visto ampliare non solo il numero degli articoli (da 12 a 28), ma anche il numero dei decreti attuativi previsti in capo al Governo che passano da 6 a 26. La gran parte non fissa una scadenza per la loro adozione, alcuni sono solo eventuali. L’analisi dunque esclude i provvedimenti attuativi in capo ad enti e altri organi e anche il rimando a successivi provvedimenti legislativi per misure a sostegno delle attività che realizzano finalità sociali.

Vediamo in dettaglio cosa ci si aspetta ora dal Governo:

ETICHETTATURA

Con dm Mipaft, di concerto con Mise e Mef, previa intesa con la Conferenza unificata, saranno definiti casi in cui l’indicazione del luogo di provenienza è obbligatoria. Il dm sarà adottato sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative nel settore agroalimentare, acquisiti i pareri delle commissioni parlamentari e previo notifica alla Commissione Ue. Con il dm saranno individuate le categorie specifiche di alimenti per le quali è stabilito l’obbligo dell’indicazione del luogo di provenienza.

REGISTRO ELETTRONICO TRACCIABILITÀ RIFIUTI

Istituito a partire da oggi, il registro sarà gestito direttamente dal ministero dell’ambiente. Con proprio decreto, il ministero, di concerto con il Mef, sentiti Mise, Mit, ministero della Difesa e per la Pa, ne definirà le modalità di organizzazione e funzionamento, le modalità di iscrizione dei soggetti obbligati e di chi vuole aderire volontariamente nonché i relativi adempimenti per gli iscritti. Il decreto fisserà anche gli importi dovuti a titolo di diritti di segreteria e di contributo, le modalità di versamento e le sanzioni per chi viola l’obbligo di iscrizione o non versa i contributi.

I contributi e le sanzioni saranno versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati, con dm Mef al ministero dell’ambiente. Saranno poi destinati ad interventi di bonifica dei siti inquinati di interesse nazionale “orfani”. Con dm del ministro dell’Ambiente saranno stabiliti criteri e modalità di riparto di tali destinazioni.

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@micdv