Cosa prevede il dl sulla sanità calabrese, dopo l’ok del Parlamento

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Il decreto sulla sanità calabrese è in vigore: ecco i 5 attuativi previsti

ROMA (Public Policy) – Dai super commissari per la sanità ai maggiori controlli sugli appalti fino alla collaborazione con la Guardia di finanza: sono alcune delle misure riguardanti la Regione Calabria contenute nel decreto approvato in via definitiva dal Senato. Tutte le misure riguardante la regione del Sud, contenute nel primo capo del dl, si applicheranno nei primi 18 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

La seconda parte del provvedimento contiene però anche altre misure, riguardanti tutto il territorio nazionale, e relative alla carenza di medici, la possibile carenza di farmaci e le nomine dei direttori generali.

Il provvedimento non è stato modificato, l’impianto resta dunque quello uscito dalla Camera:

IN CALABRIA ARRIVANO I COMMISSARI

Il commissario ad acta per l’attuazione dei piani di rientro dal disavanzo del Servizio sanitario della Regione Calabria deve verificare ogni sei mesi l’attività dei direttori generali delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie, proprio alla luce degli obiettivi del piano di rientro. In caso di esito negativo delle verifiche viene nominato un commissario straordinario ad hoc. Può essere nominato un unico commissario straordinario per più enti del servizio sanitario regionale. Anche questi commissari saranno sottoposti a verifica periodica. Anche i direttori amministrativi e sanitari degli enti del Ssn calabresi ritenuti non idonei potranno essere sostituiti.

I commissari straordinari restano in carica per 18 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto e  comunque fino alla nomina, se anteriore, dei nuovi direttori generali.

UNITÀ CRISI SANITÀ CALABRIA

Arriva un’Unità di crisi speciale per la Regione Calabria “con il compito di effettuare, entro tre mesi dall’istituzione, visite ispettive straordinarie presso le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere e le aziende ospedaliere universitarie”.

L’Unità di crisi è composta da dirigenti del ministero della Salute e da un numero massimo di cinque esperti nelle discipline chirurgiche, mediche, anatomopatologiche e dei servizi diagnostici. Entro 30 giorni dalla visita ispettiva l’Unità di crisi dovrà trasmettere al commissario straordinario e al commissario ad acta una relazione “sullo stato dell’erogazione delle prestazioni cliniche, con particolare riferimento alla condizione dei servizi, delle dotazioni tecniche e tecnologiche e delle risorse umane, evidenziando gli eventuali scostamenti dagli standards necessari a garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea) e gli interventi organizzativi necessari al loro ripristino”.

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NAF