Tasse, capoluoghi in dissesto potranno aumentare l’Irpef

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ROMA (Public Policy) – I Comuni capoluogo che hanno avuto un disavanzo pro-capite superiore a 500 euro, potranno sottoscrivere con palazzo Chigi, entro un mese dall’entrata in vigore del dl Aiuti, un accordo per il ripiano del disavanzo. Tra le misure da adottare ci potrà essere anche l’incremento dell’addizionale comunale all’Irpef, in deroga al limite previsto per legge, in misura non inferiore allo 0,2%. E’ quanto prevede una bozza aggiornata del decreto Aiuti, di cui Public Policy ha preso visione.

La bozza, elencando le altre misure che potranno essere messe in campo dai Comuni per rientrare dal disavanzo, fa riferimento poi all’aumento dei canoni di concessione e di locazione; l’incremento della riscossione delle proprie entrate; riduzioni strutturale del 2% annuo degli impegni di spesa di parte corrente; razionalizzazione delle partecipazioni e sul personale; riorganizzazione e snellimento della struttura amministrativa; razionalizzazione degli uffici; incremento degli investimenti, anche attraverso l’uso dei fondi del Pnrr.

La sottoscrizione dell’accordo, si legge, sarà subordinata alla verifica delle misure proposte dal singolo Comune, a cui sarà preposto un tavolo tecnico che sorgerà al ministero dell’Interno in cui siederanno rappresentanti del Viminale, del Mef e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La stessa procedura, si legge nella bozza, potrà essere messa in atto dai comuni sede di città metropolitana e dai comuni capoluoghi di provincia con un debito pro capite superiore a mille euro.

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VIC