Dal turismo religioso a quello sportivo: cosa prevede la delega approvata

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ROMA (Public Policy) – Da quello sostenibile a quello religioso, da quello sportivo a quello rurale. Sono tutte le sfaccettature del nuovo turismo e di cui si dovrà occupare il decreto legislativo affidato al Governo. La Camera, infatti, ha dato il primo via libera al ddl delega Turismo. Il provvedimento era stato approvato dal Cdm lo scorso febbraio all’interno di un ampio pacchetto di deleghe, tutte mirate alla semplificazioni.

La delega mira alla riorganizzazione e al coordinamento delle disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività mediante l’aggiornamento del Codice che disciplina l’ordinamento e il mercato del turismo.

Tra le principali disposizioni, si introducono: la semplificazione e l’aggiornamento del linguaggio normativo; il riordino e revisione della normativa in materia di turismo, con particolare riferimento alle professioni turistiche, alla revisione della classificazione delle strutture alberghiere e del sistema premiale per le strutture e le imprese turistico ricreative e, infine, l’individuazione di un sistema di monitoraggio della domanda e dell’offerta turistica al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti e per la realizzazione di un codice identificativo nazionale. Il Governo avrà tempo due anni per approvare il dlgs.

Ma la delega si è arricchita durante il primo passaggio a Montecitorio. Vediamo le principali novità.

TUTTE LE FORME DI TURISMO

La Camera ha autorizzato il Governo ha prevedere norme su diversi filoni turistici. Quali? Il turismo sostenibile, incentrato sulla realizzazione di un’offerta in cui l’attrattiva sia fondata sul mantenimento dell’integrità culturale, dei processi ecologici essenziali, della diversità biologica e dei sistemi di vita dell’area in questione; il turismo sanitario e termale, basato su un’offerta di viaggio e permanenza improntata sulla cura della salute e la ricerca del benessere, che preveda trattamenti sanitari specifici e assistenza da parte di personale medico professionalmente qualificato; il turismo rurale, inteso come sviluppo di un’attrattiva fondata sulla riscoperta delle aree rurali caratterizzate dalla coltivazione, allevamento e produzione di prodotti locali enogastronomici, in particolar modo Dop, Igp, Stg, prodotti di montagna, prodotti che rientrano nei sistemi di certificazione regionali riconosciuti dalla Ue, prodotti agroalimentari tradizionali presenti nell’elenco nazionale pubblicato ed aggiornato annualmente dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

E ancora: il turismo della pesca, fondato sulla valorizzazione delle tradizioni e della cultura del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune, anche attraverso l’enogastronomia o mediante progetti turistici ricreativi che favoriscano lo sviluppo socioeconomico dei territori costieri e delle vie d’acqua navigabili e non; il turismo esperienziale, incentrato su un’attività connessa allo sviluppo di una specifica forma di offerta turistica per la promozione e la valorizzazione dei mestieri che caratterizzano l’identità del territorio riconosciuti per l’alto valore artistico, ingegneristico e di tradizione, attraverso la diretta esperienza; il turismo delle radici, basato sullo sviluppo di un’offerta turistica di ritorno che mira ad intercettare le comunità di italiani residenti all’estero alla riscoperta delle proprie radici.

Un elenco allungato durante il passaggio in aula. Quello religioso, cioè “legato alla fede, che ha come obiettivo la visita ai luoghi di culto, la partecipazione a manifestazioni, nonché l’utilizzo di percorsi e luoghi di accoglienza aventi”; il turismo sportivo, inteso come sviluppo di un’attrattiva fondata sulla presenza o sulla partecipazione ad un’esperienza sportiva.

Infine, quello nautico, cioè fondato su “iniziative in favore del diportista a difesa della fruibilità e dell’accessibilità dell’attività nautica a mare e nelle acque interne dei laghi, dei fiumi e delle lagune, anche attraverso la riqualificazione dei sistemi idroviari e della navigabilità dei corsi d’acqua e della promozione delle attività produttive, sociali, culturali, ludiche e sportive connesse alle attività nautiche”.

SVILUPPARE QUELLO ‘ACCESSIBILE’ CON BRAND E IMMOBILI PUBBLICI

Sviluppare il turismo accessibile sia creando un brand ad hoc che con il coinvolgimento dei patrimoni immobiliari pubblici.

La nora si inserisce nella delega un nuovo principio che mira a “sviluppare il modello di turismo accessibile, inteso come sistema integrato di offerta in grado di accogliere le esigenze speciali che meritano maggiore attenzione, fra cui quelle delle persone con disabilità, delle famiglie numerose, degli anziani e dei giovani, attraverso progetti e programmi agevolino l’accesso all’esperienza turistica indipendentemente dalle condizioni personali, sociali ed economiche”.

La stessa norna fornisce delle linee guida per raggiungere l’obiettivo. Cioè mediante: l’armonizzazione della normativa nazionale alla Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità; la formazione di tutta la filiera delle figure professionali turistiche e tecniche, anche integrando e aggiornando i programmi di studio degli istituti tecnici e delle università; la riqualificazione e la valorizzazione di strutture turistico-ricettive, anche attraverso sistemi di intercettazione e coinvolgimento dei patrimoni immobiliari pubblici da destinare ad un’offerta a basso costo e di qualità rivolta a famiglie numerose, anziani e giovani.

E ancora: la promozione di interventi mirati al soddisfacimento di specifiche richieste connesse a problematiche di allergie e intolleranze alimentari; la creazione di un brand ‘Turismo accessibile Italia’ e la sua promozione a livello nazionale e internazionale; la promozione di un’offerta integrata di servizi turistici attraverso la creazione di una rete, denominata ‘rete accessibile’, tra gli enti locali, gli operatori turistici, le associazioni e le organizzazioni maggiormente rappresentative, le federazioni sportive dilettantistiche.

IN ARRIVO SCUOLA ALTA FORMAZIONE

Istituire la Scuola nazionale di alta formazione turistica per formare figure professionali ad hoc. Nello specifico, la norma stabilisce di “prevedere l’istituzione di una Scuola nazionale di alta formazione turistica con la finalità di formare figure professionali dotate di una preparazione gestionale e manageriale di livello internazionale nel settore turistico e dei servizi del turismo, della ristorazione e della conoscenza dei prodotti alimentari e vinicoli della tradizione e della cultura italiane”.

IN DELEGA ANCHE CRITERI PER LOCAZIONE BREVE IMPRENDITORIALE

Insertiti i criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presumerà svolta in forma imprenditoriale. Nello specifico, la norma permetterà al Governo di “definire i criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale”.

INDIVIDUARE STRUMENTI PER PIÙ TUTELE PER STAGIONALI

Individuare gli strumenti “più idonei finalizzati alla previsione di una tutela più favorevole per l’attività svolta dai lavoratori stagionali del turismo”. La norma allarga il principio che prevede di “armonizzare con il diritto europeo la normativa nazionale in materia di turismo”.

ARRIVA SISTEMA INFORMATIVO SU OFFERTA REGIONI E SITI UNESCO

Si prevede poi la creazione di un sistema informativo che consenta “una più agevole consultazione e conoscenza” della programmazione turistica regionale e anche dei siti Unesco.

Nello specifico, si è introdotto un nuove criterio delega con il quale si punta a “prevedere la creazione di un sistema informativo che consenta una più agevole consultazione e conoscenza della programmazione turistica avviata dalle singole Regioni italiane, dei bandi europei, nazionali e regionali destinati al settore turistico, delle normative regionali inerenti l’offerta turistica del territorio, delle strutture ricettive, dell’offerta turistica disponibile nei siti riconosciuti patrimonio dell’umanità da parte dell’organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco)”. (Public Policy) FRA