Tutti gli uomini (e le donne) di Matteo Salvini

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ROMA (Public Policy) – Fedriga al Lavoro, Molteni alla Giustizia, eppoi Terzi all’Ambiente. E all’Economia? Siri o Borghi. Per gli appassionati di totoministri, se il prossimo Governo fosse un monocolore leghista, le caselle dei dicasteri sarebbero riempite dal leader Matteo Salvini con questi nomi.

Un gioco? Non più di tanto. Certo, il prossimo Esecutivo (quale?) non sarà un monocolore verde ma sono questi gli uomini che seguiranno per la Lega i dossier sulle materie più calde.

Partiamo dall’Economia. Giornalista, ex Mediaset e prossimo senatore, Armando Siri, è indicato dai più come tra i più accesi sostenitori della flat tax, il sistema di tassazione piatta, cioè ad aliquota unica. A fianco a lui il responsabile economico del partito, Claudio Borghi, fortemente critico (anche se può suonare come un eufemismo) dell’euro. Attualmente è consigliere in Regione Toscana ma siederà alla Camera, nonostante la sconfitta nel collegio uninominale di Siena contro l’attuale titolare del Mef, Pier Carlo Padoan.

A seguire i temi del Lavoro (senza tralasciare la partita previdenziale che conl’abolizione della legge Fornero è una bandiera della Lega) è Massimiliano Fedriga, confermato a Montecitorio per la terza legislatura (nell’ultima è stato capogruppo).

Alla Giustizia, invece, troviamo Nicola Molteni. Anche per lui sarà la terza legislatura alla Camera. Nell’ultima è stato capogruppo proprio in II commissione dove ha condotto in prima persona la battaglia per l’allargamento del riconoscimento della legittima difesa. Scontato che nella prossima legislatura ad occuparsi di Giustizia per la Lega sia anche Giulia Bongiorno, notissima avvocata con un passato in Alleanza nazionale.

Attento ai temi della Pa e degli enti locali è Marco Sartori, consigliere al Comune di Voghera (Pv). Confermato al Senato, invece, Paolo Arrigoni. Suo il dossier Energia (abbiamo parlato con lui di stop al mercato tutelato qualche giorno fa).

All’Ambiente, invece, una neodeputata. Come molti leghisti, arriva in Parlamento dalla Regione Lombardia (intesa come istituzione). Claudia Terzi, è stata assessore all’Ambiente, energia e Sviluppo sostenibile, nella Regione guidata da Roberto Maroni. In un’intervista a Public Policy ha detto che vorrebbe sedersi proprio in commissione Ambiente a Montecitorio e ha annunciata battaglia contro la norma sui rifiuti dello Sblocca Italia.

Casella un po’ scontata, quella per le Riforme. Di diritto va a Roberto Calderoli, a Roma dal 1992, cioè dall’XI legislatura. Espertissimo di regolamenti parlamentari, nell’ultima è stato vicepresidente di Palazzo Madama e non è escluso che possa fare l’ultimo gradino per salire verso la presidenza.

Al suo fianco, Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Salvini. Anche lui ormai parlamentare di lungo corso (dalla XIII legislatura), è stato presidente della commissione speciale per l’esame di atti del Governo, presidente della commissione per il Federalismo fiscale e membro dell’Affari costituzionali.

Se volessimo continuare a giocare al totoministri, la sedia di Graziano Delrio, attuale titolare di Trasporti e infrastrutture, passerebbe a Giuseppe Bonomi. Non è tra le fila dei parlamentari, ma l’attuale ad di Arexpo, la società incaricata di trasformare il sito dell’Esposizione milanese in un parco scientifico e tecnologico, è uno degli uomini più ascoltati nel Carroccio sui trasporti.

Da sempre in orbita Lega, è stato dirigente il Regione Lombardia, assessore al Comune di Milano con delega ai lavori pubblici, e a Varese all’Urbanistica, è stato anche deputato nella XII legislatura. Numerose le cariche manageriali soprattutto nel campo del trasporto aereo e dell’handling, da Sea ad Alitalia, fino a Bcube air e Eurofly.

Infine, capitolo Salute. L’uomo della Lega delegato a occuparsi della materia è Luca Coletto, attuale assessore alla Sanità della Regione Veneto. (Public Policy)

@fraciaraffo