Un movimento per Draghi? Per il Pd una grande occasione. Parla Marcucci

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – Dice il senatore Andrea Marcucci (Pd)Public Policy che una candidatura del presidente del Consiglio alle future elezioni politiche è “un’ipotesi dell’irrealtà, peraltro molto lontana dagli intendimenti di Mario Draghi”. Questo però non esclude un movimento per Draghi, che per Marcucci deve avere il Pd al suo centro.

D. Quale sarebbe eventualmente l’agenda politica di un movimento vicino a Draghi?

R. “Io sono convinto, dal primo incontro che ebbi con l’allora presidente del Consiglio incaricato, con la delegazione Pd, che la sua agenda debba coincidere con la nostra. Nei mesi successivi, ho consolidato questa idea. La determinazione del presidente di affrontare i nodi determinanti del Paese, ovvero le riforme, è lodevole e va incoraggiata e sostenuta in tutti i modi”.

D. Verrebbe visto come un nuovo (auto)commissariamento dei partiti politici?

R. “Non credo proprio, i partiti, il Parlamento hanno voce in capitolo. Il dialogo con Palazzo Chigi è costante e molto produttivo. Nessuno può lamentare invasioni di campo. Il Parlamento deve rimanere centrale anche per l’attività di governo”.

D. L’eventuale formazione a sostegno di Draghi sarebbe un competitor del Pd o il Pd dovrebbe sfruttare l’occasione per esserne il baricentro?

R. “La seconda che ha detto. Per il Pd è un’occasione straordinaria per declinare serietà dei provvedimenti ed efficacia delle soluzioni. Per storia e vocazione, possiamo ambire ad essere il punto di riferimento di tutti i riformismi del Paese”.

D. Il Pd ha tuttora un problema di identità irrisolto, nonostante il cambio di segreteria? E i riformisti del Pd hanno ancora una voce in capitolo?

R. “Ho risposto nei giorni scorsi a Goffredo Bettini, che invocava più sinistra nel Pd. Io la penso diversamente: servono più moderati e riformisti, sempre in equilibrio con le altre aree di pensiero. Più sinistra vorrebbe dire automaticamente tornare al passato. E noi non possiamo certo scordarci di essere un partito di centrosinistra nato al Lingotto”.

D. Ritiene possibile il dialogo – sulle riforme – con la parte della Lega più vicina a Giorgetti?

R. “È nei fatti, il ministro Giorgetti svolge un ruolo essenziale nel governo. Se nota bene, si deve guardare più da Salvini, che frequentemente lo smentisce, che da noi”. (Public Policy)

@davidallegranti