Ungheria, cosa ne pensa l’ag Corte Ue del pacchetto “Soros”

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BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – Sanzionando penalmente l’attività organizzativa realizzata al fine di consentire l’avvio di una procedura di protezione internazionale da parte di persone che non soddisfano i criteri nazionali per la concessione di tale protezione, l’Ungheria è venuta meno ai propri obblighi derivanti dal diritto dell’Unione. Lo ha affermato giovedì nelle sue conclusioni l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Athanios Rantos, pronunciandosi su richiesta della Commissione sul cosiddetto pacchetto legislativo “Stop Soros” (nella foto: il leader ungherese Viktor Orbán).

Nel giugno 2018, con questo pacchetto legislativo, l’Ungheria ha reso più difficili le condizioni per l’accesso alle procedure di protezione internazionale e per lo svolgimento delle attività di consulenza e orientamento a favore dei richiedenti asilo. Ritenendo che tale pacchetto legislativo violi le norme dell’Unione in materia di accoglienza, la Commissione ha introdotto un ricorso per inadempimento contro l’Ungheria davanti alla Corte di giustizia.

Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano comunque la Corte di giustizia. Il compito dell’avvocato generale consiste infatti nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. La sentenza sarà pronunciata dunque in una data successiva. (Public Policy / Policy Europe) MDV