Yemen e armi alla coalizione: che ne pensano M5s e Lega

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ROMA (Public Policy) – La vendita di armi ai Paesi coinvolti nel conflitto yemenita? Il Governo M5s-Lega “presterà particolare attenzione affinché tutte le richieste autorizzative di esportazione di materiale d’armamento continuino a essere valutate con estrema attenzione e particolare rigore, caso per caso”. L’Esecutivo “non mancherà” insomma “di esercitare le proprie prerogative nel bilanciare considerazioni politiche con quelle economico industriali, in particolare investendo il Cipe“. E comunque, “nel caso specifico delle licenze di esportazione di materiali d’armamento a Paesi dell’area” si è passati “dagli 8,6 miliardi di euro nel 2016 ai 4,6 miliardi nel 2017 e poi a 302 milioni di euro nel primo semestre del 2018 per l’area geografica ‘Africa Settentrionale, Vicino Medio Oriente”.

Lo ha detto, rispondendo a un’interrogazione a firma Lia Quartapelle (Pd) in commissione Esteri alla Camera, il sottosegretario Manlio Di Stefano (esponente del Movimento 5 stelle). La deputata Pd ricorda nella sua interrogazione come dal marzo 2015 in Yemen sia in corso “una guerra civile, a cui prendono parte anche forze militari di una coalizione guidata dall’Arabia Saudita e composta anche da Bahrain, Kuwait, Qatar ed Egitto contro le forze ribelli Houthi“; e come “a seguito dell’inasprimento del conflitto e della situazione della popolazione yemenita, in Germania, la cancelliera Merkel abbia concordato con i socialdemocratici di sospendere le esportazioni di armi verso tutti i Paesi direttamente coinvolti nel conflitto”.

E l’Italia? Sulle armi abbiamo detto, per il resto Di Stefano ricorda come anche per l’Esecutivo gialloverde, come per i precedenti, “la soluzione al conflitto debba essere politica e non militare”, attraverso “un compromesso negoziato, basato necessariamente sul criterio di inclusione”. Per questo, dice il sottosegretario alla Farnesina, come Italia “sosteniamo la mediazione” Onu e “manteniamo una costante attenzione al deterioramento della situazione umanitaria nel Paese”.

In tale direzione va visto il contributo italiano di 5 milioni di euro, ricordato da Di Stefano, deciso in occasione della riunione dei donatori a Ginevra lo scorso 3 aprile. Unica soluzione dunque è – secondo il Governo M5s-Lega – mantenere “un dialogo aperto e bilanciato con tutte le parti coinvolte, ivi inclusi i Paesi della coalizione” araba. “Tra questi – ricorda Di Stefano – vi sono degli attori regionali di primo piano, con fondate preoccupazioni di sicurezza nazionale, che rappresentano importanti partner dell’Italia e dell’Ue”. (Public Policy) GAV