Viaggio tra gli emendamenti al decreto Crescita: sono 1.275

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ROMA (Public Policy) – Comincerà questa settimana, da parte delle presidenze delle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio, il vaglio per le ammissibilità dei 1.275 emendamenti presentati dai gruppi sul dl Crescita, di cui 279 dalla maggioranza (113 sono arrivati dai 5 stelle e 166 dalla Lega). Le votazioni non cominceranno prima delle elezioni europee, e dovrebbero quindi iniziare il 28 maggio.

Il tema su cui sono arrivate più proposte di modifica (107) è l’assunzione di personale nelle Regioni a statuto ordinario e nei Comuni in base alla sostenibilità finanziaria, seguito dai debito degli locali (66 emendamenti presentati) e il credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante (63). Sono oggetto, invece, di soli 4 emendamenti ciascuno le dismissioni immobiliari degli enti territoriali, le aggregazioni d’imprese e il trattamento fiscale di strumenti finanziari convertibili.

Il maggior numero di proposte M5s (8) riguarda la semplificazione degli adempimenti per la gestione degli enti del Terzo settore e il contrasto all’Italian sounding e gli incentivi al deposito di brevetti e marchi. Altre 7 proposte M5s sono state presentate sugli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico. Il maggior numero di emendamenti Lega (15) si concentra sull’assunzione di personale nelle Regioni a statuto ordinario e nei Comuni, mentre 9 proposte sono arrivate sul credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante, e sull’economia circolare.

Compaiono anche 3 proposte del Carroccio sui rimborsi ai ‘truffati’ della banche e sui vitalizi regionali (senza dimenticare Radio Radicale), e una sulla mini-Ires, mentre c’è un emendamento dei 5 Stelle sull’ingresso del Mef nel capitale sociale della nuova Alitalia.

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GIL