Viminale, 37 attuativi fermi: circa 1 mld da sbloccare

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ROMA (Public Policy) – Dai numerosi fondi agli enti locali alle misure per le forze dell’ordine, passando per l’attuazione dei tre decreti Sicurezza. Sono 37 i decreti attuativi in stand by in capo al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, secondo la nostra elaborazione dei dati disponibili presso l’Ufficio del Programma di Governo a Palazzo Chigi. Per 12 di questi il termine di adozione è già scaduto. Ammonta a più di 930 milioni di euro il totale dei fondi da sbloccare proprio con questi provvedimenti, considerando naturalmente solo gli anni 2019, 2020 e 2021.

Tredici dm risalgono a provvedimenti adottati durante il Governo Lega-M5s quando il ministro dell’Interno era Matteo Salvini. 13 invece sono relativi a misure contenute nelle ultime due manovre approvate, 9 di questi con termine di adozione già scaduto. Riportiamo di seguito il dettaglio dei provvedimenti attuativi.

ATTUATIVI MANOVRA 2021 

Otto dm provengono dall’ultima manovra e 6 dovevano essere adottati entro inizio marzo. Ci riferiamo al dm di riparto dei ristori ai Comuni dopo la cancellazione della prima rata Imu dei locali ricettivi e dello spettacolo (79,1 milioni) e dopo il parziale esonero dell’Imu e della tassa sui rifiuti sugli immobili non locati di proprietà di soggetti non residenti in Italia (12 milioni) e ai due dm, ciascuno da 5 milioni, per la messa a norma di rifugi di cani randagi negli enti locali strutturalmente deficitari e per i comuni più coinvolti nella gestione dei flussi migratori. Per quest’ultimo dm è stato già acquisito il parere della conferenza Stato-Città.

Due altri dm dovevano essere adottati entro fine gennaio, uno per dare 3 milioni di euro all’anno fino al 2023 ai Comuni con meno di 500 abitanti a seguito della perdita di entrate causa Covid e l’altro per ripartire i 5 milioni tra i Comuni in dissesto finanziario per interventi di manutenzione straordinaria di beni immobili da assegnare a polizia e carabinieri.

Entro fine giugno un altro dm ripartirà 250 milioni per i comuni e 30 milioni per le Città metropolitane e Province, anche sulla base della certificazione inviata al Mef dagli enti entro il 30 aprile. Su questa misura è intervenuto anche il primo dl Sostegni, aumentando i fondi. È invece senza scadenza il dm che, di concerto con il Mef, dovrà ripartire i 10 milioni tra gli 8 Comuni in dissesto finanziario sciolti per infiltrazione mafiosa.

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MDV