A che punto siamo con il dpcm sull’anticipo Tfs/Tfr per la Pa

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ROMA (Public Policy) – Il dpcm che definirà le modalità per l’anticipo bancario sul Tfs/Tfr ai dipendenti pubblici “è stato inviato al Consiglio di Stato e si è attualmente in attesa del parere, in esito al quate potrebbero rendersi necessarie ulteriori modifiche“. Lo ha detto il sottosegretario al Lavoro, Stanislao Di Piazza, rispondendo in XI commissione a un’interrogazione a firma Elena Murelli (Lega).

Il dpcm attua quanto contenuto nel cosidetto decretone, che ha stabilito la possibilità per i lavoratori pubblici usciti dal lavoro per pensionamento di presentare richiesta di finanziamento (fino a 45.000 euro) dell’indennità di fine servizio maturata a banche o a intermediari finanziari.

Le modalità di attuazione, i criteri, le condizioni e gli adempimenti per l’accesso al finanziamento sono disciplinati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Questo, ha sottolineato Di Piazza, “è stato oggetto di un tavolo tecnico già a partire da giugno 2019, a cui hanno partecipato il dipartimento della Funzione pubblica, il ministero dell’economia, il ministero del Lavoro, l’Inps e l’Abi. All’esito dei pareri resi dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dal Garante per la protezione dei dati personali, il testo, modificato sulla scorta delle indicazioni dei Garanti, è stato nuovamente condiviso, ottenendo i concerti dei ministeri competenti”.

“Lo schema di dpcm – ha concluso il sottosegretario – è stato inviato al Consiglio di Stato e si è attualmente in attesa del parere, in esito al quate potrebbero rendersi necessarie ulteriori modifiche. Seguirà l’adozione”. (Public Policy) FRA